lunedì 30 dicembre 2013

II domenica dopo Natale, anno A: Salmo 147,15

Ruminare i Salmi - Salmo 147,15 (Vulgata / liturgia 147,4):

CEI Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
TILC Manda la sua parola sulla terra
e rapida giunge a compimento
NV Qui emittit eloquium suum terrae,
velociter currit verbum eius.

Efesini 1,17-18 il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.
Giovanni 1,18 Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Cassiodoro: Il messaggio di Dio è il Verbo del Padre, inviato sulla terra nell’umiltà dell’incarnazione. Questa Parola corre veloce, distogliendo il mondo dal culto degl’idoli e riempiendolo della conoscenza della Trinità.
(Eloquium Domini Verbum Patris est, quod ad terras descendit, quando humilitatem piae incarnationis assumpsit. Emittit, prophetiae spiritu praesens tempus ostendit, quamvis hoc de futuro dicere videretur. Sed cum dicit, emittit, non minorem prodit, sed concordiam sanctae unitatis ostendit. Huius enim omnipotentis Verbi sic cucurrit sermo velociter, ut sanctae Trinitatis agnitio celerrima mirabili mundum velocitate compleverit, idolorum culturas veritatis ipsius manifestatione convertens.)

Inviati dal Padre, il Figlio Unigenito e il suo Spirito aprono gli occhi del nostro cuore alla conoscenza della Trinità, nella quale siamo affrancati da ogni potere tenebroso e ci è svelata la vocazione alla gloria.


lunedì 23 dicembre 2013

S. Famiglia, anno A: salmo 128,1

Ruminare i Salmi - Salmo 128 (Vulgata / liturgia 127),1:

CEI Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
TILC Felice chi è fedele al Signore
e vive secondo la sua volontà.
NV Beatus omnis, qui timet Dominum,
qui ambulat in viis eius.

Colossesi 3,17 Qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù.
Matteo 2,13-14 I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto

Ilario: Avere il timore di Dio significa ascoltarne gli ammonimenti, obbedire ai suoi precetti, prestare fede alle sue promesse. Il timore non sta nella paura ma nell’obbedienza, e ne è segno la sottomissione. Chi teme senza obbedire non sperimenta la beatitudine del timore.

La S. Famiglia costruisce la propria comunione sul fondamento del timore del Signore, vivendo ogni aspetto della quotidianità nel suo Nome, in piena docilità alla volontà e alle ispirazioni di Dio.


sabato 21 dicembre 2013

Natale del Signore, messa del giorno: Salmo 98,2

Ruminare i Salmi - Salmo 98 (Vulgata / liturgia 97),2:

CEI Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
TILC Davanti agli occhi dei popoli
il Signore ha manifestato la sua vittoria,
si è rivelato nostro Salvatore.
NV Notum fecit Dominus salutare suum,
in conspectu gentium revelavit iustitiam suam.

Ebrei 1,3: Il Figlio è irradiazione della gloria di Dio e impronta della sua sostanza.
Giovanni 1,14: E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

Cassiodoro: Dio ha mostrato la sua salvezza e giustizia facendosi presente tra gli uomini nella persona del Figlio, che tutto ha in comune col Padre.
(Expositio in Psalterium, 2, in Psalmum XCVII: Notum fecit Dominus salutare suum, id est Dominum Salvatorem; ipse est enim salutaris quem Simeon suscipiens in manibus suis dicit in templo: Nunc dimittis, Domine, servum tuum in pace, quoniam viderunt oculi mei salutare tuum [Luc. II,29]. Ad exprimendam quoque rei clarissimam veritatem, sequitur, ante conspectum gentium; sicut et Ieremias dicit: Post haec in terris visus est, et cum hominibus conversatus est (Baruch III,38). Addidit, revelavit iustitiam suam: quia prius sub quodam velamine praedicatus fuerat per prophetas, quo subducto in adventu eius ipsa facies veritatis apparuit. Et nota quod ipse dextera, ipse brachium, ipse salutare, ipse Patris dicatur esse iustitia; ut unam illic substantiam, unam intelligas esse potentiam. In qua enim parte potest esse divisus, qui non similia, sed omnia ipsius habere firmatur? sicut ipse in Evangelio dicit: Omnia Patris mea sunt, et omnia mea Patris sunt [Ioan. XVII,10].)

Salvezza, vittoria, giustizia, grazia, verità, gloria: con l’incarnazione non si tratta più di concetti astratti. Queste realtà si fanno persona, che si presenta al mondo per stabilire con tutti un rapporto interpersonale.


sabato 14 dicembre 2013

IV domenica di avvento, anno A: Salmo 24,7-10

Ruminare i Salmi - Salmo 24 (Vulgata / liturgia 23),7-10:

Rit.: Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Alzate, porte, i vostri frontoni,
alzatevi, porte antiche:
entra il re, grande e glorioso!
Chi è questo re grande e glorioso?
È il Signore, valoroso e forte,
è il Signore che vince le guerre!
Alzate, porte, i vostri frontoni,
alzatevi, porte antiche:
entra il re, grande e glorioso!
Chi è questo re grande e glorioso?
È il Signore, Dio dell'universo:
è lui il re grande e glorioso!

Romani 1,1.4
…il vangelo di Dio che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore…

Matteo 1,18: Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

Orazione:
Padre buono,
tu hai rivelato la gratuità e la potenza del tuo amore,
scegliendo il grembo purissimo della Vergine Maria
per rivestire di carne mortale il Verbo della vita:
concedi anche a noi
di accoglierlo e generarlo nello spirito
con l’ascolto della tua parola,
nell’obbedienza della fede.

Nessun tempio può contenere il Re della gloria, e deve sempre fare spazio:
il cuore umano, la chiesa, il mondo.
Modello è Maria, che "contiene l'incontenibile".


sabato 7 dicembre 2013

III domenica di avvento, anno A: Salmo 146,9

Ruminare i Salmi - Salmo 146 (Vulgata / liturgia 145),9:

CEI il Signore protegge i forestieri,
sostiene l’orfano e la vedova
NV Dominus custodit advenas,
pupillum et viduam sustentat

Giacomo 5,7: Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge.
Matteo 11,5: Ai poveri è annunciato il Vangelo.

Teodoreto: Queste parole si realizzano in Gesù, mandato a portare ai poveri la Buona Notizia della salvezza.

Stranieri, orfani e vedove sono gli ultimi, i poveri. Il seme della Buona Notizia evangelica, seminato nella terra della nostra povertà, produce nella costanza il prezioso frutto della salvezza.


sabato 30 novembre 2013

Immacolata Concezione della B. V. Maria: Salmo 98,1

Ruminare i Salmi - Salmo 98 (Vulgata / liturgia 97),1:

CEI Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
NV Cantate Domino canticum novum,
quia mirabilia fecit.

Efesini 1,3-4 Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
Luca 1,26-28 L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Bernardo di Clairvaux: Abbiamo cantato un canto nuovo al Signore che opera meraviglie nella vittoria con cui la nostra fede ha vinto il mondo, nell’uscita dalla fossa della miseria e dal fango del pantano, quando il Signore ha stabilito sulla roccia i nostri piedi e guidato i passi.
(In Cant. I,9. Caeterum vos, si vestram experientiam advertatis, nonne in victoria, qua vicit mundum fides vestra, et in exitu vestro de lacu miseriae et de luto faecis, cantastis et ipsi “Domino canticum novum, quia mirabilia fecit”? Rursus cum adjecit primum supra petram statuere pedes vestros, et dirigere gressus vestros; puto quod et tunc nihilominus pro indulta novitate vitae immissum sit in os vestrum canticum novum, carmen Deo nostro.)

Se la benedizione con cui Dio ci benedice in Cristo, che ci libera dal pantano del male e della morte, è meraviglia di Dio da cantare, ancora di più lo è la benedizione che riposa su Maria, che a quel fango l’ha completamente sottratta.


II domenica di avvento, anno A: Salmo 72,1

Ruminare i Salmi - Salmo 72 (Vulgata / liturgia 71),1:

CEI O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia
TILC O Dio, fa' comprendere al re le tue leggi,
mettigli in bocca i tuoi stessi giudizi.
NV Deus, iudicium tuum regi da
et iustitiam tuam filio regis

Romani 15,7 Accoglietevi gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.
Matteo 3,12 Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile.

Bernardo di Clairvaux: Il Padre delle misericordie volle che gli uomini fossero giudicati da un uomo, Gesù, perché la condivisione della medesima natura infondesse loro fiducia
(In Cant. 73,5: Nunc vero cum exarserit in brevi ira ejus, quam grata propter filios gratiae apparebit blanda quaedam visio hominis, sane firmamentum fidei, spei robur, fiduciae augmentum: quod scilicet gratia et misericordia sit in sanctos ejus, et respectus in electos illius. Denique ipse Pater Deus dedit Filio judicii potestatem, et non quia suus, sed quia Filius hominis est. O vere Patrem misericordiarum! vult per hominem homines judicari, quo in tanta trepidatione et perturbatione malorum, electis fiduciam praestet naturae similitudo. Praedixerat hoc quondam sanctus David, orans pariter et prophetans: “Deus, inquiens, judicium tuum regi da, et justitiam tuam filio regis”.)

Assumendo la natura umana, Dio ci ha accolto completamente. Questo ci dà fiducia, e al tempo stesso ci impegna a lasciarci accogliere e ad accoglierci gli uni gli altri, se vogliamo essere frumento da lui raccolto nel suo granaio.


domenica 24 novembre 2013

I domenica di avvento, anno A: Salmo 122,2

Ruminare i Salmi - Salmo 122 (Vulgata / liturgia 121),2:

CEI Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
NV Stantes iam sunt pedes nostri
in portis tuis, Ierusalem.

Romani 13,12: La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

Matteo 24,37-39: Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo.

S. Alfonso Maria de’ Liguori: O Gerusalemme, noi giubiliamo vedendo i nostri piedi quasi già arrivati a toccar le tue soglie! Ogni cristiano deve con questo salmo infervorare i suoi desiderj pel cielo. (Traduzione de' Salmi e de' Cantici)

Chi non si lascia affogare nell’immediato e vigila, sente già la gioia dell’alba imminente e quasi tocca - con i piedi del desiderio e della speranza - le soglie della celeste Gerusalemme.


domenica 17 novembre 2013

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo, anno C: Sal 122,5

Ruminare i Salmi - Salmo 122 (Vulgata / liturgia 121),5:

CEI Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
TILC Qui, nel palazzo di Davide,
siedono i re a rendere giustizia.
NV Quia illic sederunt sedes ad iudicium,
sedes domus David.

Luca 23,39-43 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Prefazio della passione del Signore I
Nella potenza misteriosa della croce
tu giudichi il mondo
e fai risplendere il potere regale
di Cristo crocifisso.

Il trono del giudizio è la croce. In essa, manifestazione massima della misericordia, Dio ha preso posizione. Di fronte ad essa è svelato chi si affida alla misericordia e chi la offende, chi risorge e chi precipita.
Il salmo parla di “troni”, al plurale. Con la Scrittura e la Tradizione, possiamo vedere associati al trono di Cristo i troni di Maria, degli apostoli, dei martiri e dei santi,
partecipi - per dono - del suo potere regale.


sabato 9 novembre 2013

XXXIII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 98,9

Ruminare i Salmi - Salmo 98 (Vulgata / liturgia 97),9:

CEI Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.
TILC reggerà il mondo con giustizia
e tratterà i popoli con equità.
NV Iudicabit orbem terrarum in iustitia
et populos in aequitate.

Luca 21,10-11;17-19
Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno,
e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze;
vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Chouraqui: L’ordine naturale rimane sconvolto di fronte all’irruzione della grazia: Dio regna in tutta la sua grandezza e nell’evidenza della sua giustizia.

Il Regno di Dio viene: la storia è sottoposta al travaglio del parto del mondo nuovo, nel quale i discepoli condividono, nella pazienza, la vicenda di morte e risurrezione del Signore, nell’attesa del suo ritorno.


domenica 3 novembre 2013

XXXII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 17,15

Ruminare i Salmi - Salmo 17 (Vulgata / liturgia 16),15 (XXXII domenica del tempo ordinario, anno C)

CEI io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.
TILC Io ho agito con giustizia e vedrò il tuo volto:
al mio risveglio, mi sazierò della tua presenza.
NV Ego autem in iustitia videbo faciem tuam;
satiabor, cum evigilavero, conspectu tuo.

Luca 20,38: Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui.

Origene: Sazietà piena e beata si dà solo nella visione limpida della gloria di Dio
Agostino: Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te - Fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te. (Confess. 1, 1, 1)

La risurrezione della carne segno il definitivo e completo risveglio alla vita di tutto l’essere umano.


domenica 27 ottobre 2013

XXXI domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 145,14

Ruminare i Salmi - Salmo 145 (Vulgata / liturgia 144),14:

CEI Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
TILC Sostiene chi sta per cadere,
rialza chi è abbattuto.
NV Allevat Dominus omnes, qui corruunt,
et erigit omnes depressos.

* 2 Tessalonicesi 1,11-12 Preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.

* Luca 19,10 Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto.

Giovanni Crisostomo: Se qualcuno non si rialza, la responsabilità non può essere attribuita a Dio, che invece vuole rialzarlo. In questo caso è l'uomo che non vuole stare di nuovo in piedi.

Il Salvatore è attivamente impegnato a rimuovere in noi ogni radice di male e portare a maturazione ogni germe di bene; a rafforzare quanto traballa e risollevare quanto è prostrato.


Tutti i Santi: Salmo 24,3

Ruminare i Salmi - Salmo 24 (Vulgata / liturgia 23),3:

CEI Chi potrà salire il monte del Signore?
TILC Chi è degno di salire al monte del Signore?
NV Quis ascendet in montem Domini?

Apocalisse 7,13-14 Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
Matteo 5,1-2 In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro

Cirillo Alessandrino: Cristo ha salito, da solo, la vera e grande montagna che è il mistero pasquale, la sua morte e risurrezione, arrivando fino al cielo. Sul monte delle beatitudini, egli insegna come si sale con lui.
Girolamo: Il monte del Signore è la Gerusalemme celeste.

Vivendo il travaglio della storia nello spirito delle beatitudini, il santo lava la propria veste nel sangue redentore. Salendo il monte del Signore, partecipa al mistero pasquale di Cristo, fino alla Gerusalemme celeste.


domenica 20 ottobre 2013

XXX domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 34,19


Ruminare i Salmi - Salmo 34, (Vulgata / liturgia 33),19:

CEI Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
TILC Il Signore è vicino a chi ha il cuore affranto,
salva chi ha perso ogni speranza.
NV Iuxta est Dominus iis, qui contrito sunt corde,
et confractos spiritu salvabit.

2Tm 4,16-17 Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato ... Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza.
Lc 18,13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.

S. Bernardo di Clairvaux: un cuore contrito è già quasi un cuore puro; esso è "secondo il cuore di Dio", che "è vicino a chi ha il cuore afflitto".
SERMO XXXIII. De verbis psalmi XXIII, «Quis ascendit in montem Domini?», 4: Hoc est propter quod oportebat Christum pati, et resurgere a mortuis; ut praedicetur in nomine ejus poenitentia, et remissio peccatorum (Lc 24,46-47): et poenitentia ad innocentiam, remissio ad munditiam deputetur. Beatus enim, non in quo non invenerit, sed cui non imputabit Dominus peccatum (Ps. 30,2). Inveni, ait, hominem secundum cor meum (At 13,22). Nunquid ut gloriari possit castum se habere cor? Non; quia stellae non sunt mundae in conspectu ejus (Gb 25,5); sed cor contritum et humiliatum Deus non despiciet (Ps 50,19). Cor contritum proximum cordi mundo; et hoc est esse juxta cor Dei: siquidem prope est his qui tribulato sunt corde. Samaritanus est, proximus ei qui incidit in latrones (Lc 10,30-36). Non jurabit in dolo huic proximo suo, sed faciet quod promisit: Amen dico vobis, sedebitis vos judicantes (Mt 29,28).

Chi, con il cuore afflitto per qualsiasi tristezza o solitudine, e particolarmente per la consapevolezza del proprio peccato, invoca misericordia, trova Dio vicino a sé e sperimenta la sua salvezza.


sabato 12 ottobre 2013

XXIX domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 121,2


Ruminare i Salmi - Salmo 121, (Vulgata / liturgia 120),2:

CEI Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.
NV Auxilium meum a Domino,
qui fecit caelum et terram.

2Timoteo 3,15 conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù
Luca 18,8 Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?

S. Tommaso d'Aquino: La meditazione ha un duplice oggetto: i benefici di Dio, e questo nutre l'amore; e il bisogno che l'uomo ha di Dio, e questo esclude la presunzione di poter fare a meno di Dio, contando unicamente sulle proprie forze.
S. Th. II-II 82,2: Respondeo dicendum quod causa devotionis extrinseca et principalis Deus est; de quo dicit Ambrosius, super Luc., quod 'Deus quos dignatur vocat, et quem vult religiosum facit, et si voluisset, Samaritanos ex indevotis devotos fecisset'. Causa autem intrinseca ex parte nostra, oportet quod sit meditatio seu contemplatio. Dictum est enim quod devotio est quidam voluntatis actus ad hoc quod homo prompte se tradat ad divinum obsequium. Omnis autem actus voluntatis ex aliqua consideratione procedit, eo quod bonum intellectum est obiectum voluntatis, unde et Augustinus dicit, in libro de Trin., quod voluntas oritur ex intelligentia. Et ideo necesse est quod meditatio sit devotionis causa, inquantum scilicet per meditationem homo concipit quod se tradat divino obsequio. Ad quod quidem inducit duplex consideratio. Una quidem quae est ex parte divinae bonitatis et beneficiorum ipsius, secundum illud Psalm., 'mihi adhaerere Deo bonum est, ponere in domino Deo spem meam'. Et haec consideratio excitat dilectionem, quae est proxima devotionis causa. Alia vero est ex parte hominis considerantis suos defectus, ex quibus indiget ut Deo innitatur, secundum illud Psalm., 'levavi oculos meos in montes, unde veniet auxilium mihi. Auxilium meum a domino, qui fecit caelum et terram'. Et haec consideratio excludit praesumptionem, per quam aliquis impeditur ne Deo se subiiciat, dum suae virtuti innititur.

La meditazione della S. Scrittura è essenziale per guarire dall'illusione dell'autosufficienza e nutrire la fede che, sola, salva la vita


domenica 6 ottobre 2013

XXVIII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 98,1


Ruminare i Salmi - Salmo 98, (Vulgata / liturgia 97),1:

CEI Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
TILC ha vinto con la forza del suo braccio,
il suo potere è senza pari.
NV Salvavit sibi dextera eius,
et brachium sanctum eius.

2Timoteo 2,9 Per il Vangelo io soffro, fino a portare le catene come un malfattore. Ma la Parola di Dio non è incatenata!
Lc 17,19 «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»

Alberto Magno: Il braccio del Signore è Cristo, che ha mostrato la forza di Dio.
Super Iohannem, in cap. 12, vv. 37-38: "Et brachium Domini" hoc est Christus brachium fortitudinis Dei in prodigiis et signis ostensum, "cui" hoc est, quam paucis "revelatum est," ex Judaeis? ... De brachio dicit in Psalmo xcvii,1: Salvavit sibi dextera ejus, et brachium sanctum ejus. Et Psal. cxvii, 16: Dextera Domini fecit virtutem, dextera Domini exaltavit me.

Cristo, braccio santo di Dio, rinnova la sua vittoria
* nella fede che salva
* nella sofferenza per il Vangelo
* nella libertà del Vangelo.


sabato 28 settembre 2013

XXVII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 95,7-8


Ruminare i Salmi - Salmo 95, (Vulgata / liturgia 94),7-8:

CEI Se ascoltaste oggi la sua voce!
'Non indurite il cuore'
TILC Ascoltate oggi questa sua parola:
'Non indurite i vostri cuori'
NV Utinam hodie vocem eius audiatis:
'Nolite obdurare corda vestra'

2Timoteo 1,14 Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.
Luca 17,6 Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: «Sràdicati e vai a piantarti nel mare», ed esso vi obbedirebbe.

Alberto Magno:
Il cuore indurito è come un sepolcro sigillato da una pesante pietra: il fetore della putrefazione spirituale non filtra all'esterno, e il peccatore non si pente.
Super Iohannem 11,36-38: Et quod dicit : "Et lapis" grandis "superpositus, etc.," ideo dicit, ne alius superius, lapide remoto, subintrasse credatur. Spelunca autem haec, barathrum signat desperationis, in eo qui spiritualiter est mortuus. Proverb. xviii, 3: "Impius, cum in profundum venerit peccatorum, contemnit". Isa. xxiv, 17: "Formido, et fovea, et laqueus super te, qui habitator es terrae". Formido conscientiae ad aperiendum; fovea, barathrum desperationis ad absorbendum; laqueus, virtus sententiae finalis ad tenendum in poenis; et lapis superpositus, ut exspirare foetor non posset, qui in morte spirituali obdurationem signat cordis ad non poenitendum. Thren. iii, 53: "Lapsa est in latum vita mea, et posuerunt lapidem super me". II Regum, xviii, 17: "Et tulerunt Absalom, et projecerunt eum in saltu in foveam grandem, et comportaverunt super eum acervum lapidum magnum nimis". Ad Hebr. iii, 13: "Ut non obduretur quis ex vobis fallacia peccati". Psal. xciv, 8: "Nolite obdurare corda vestra".

Il cuore indurito rifiuta di credere e rifiuta di riconoscere la propria incredulità, rendendosi incapace di custodire la freschezza del bene che Dio ha affidato e avviando la propria decomposizione.


sabato 21 settembre 2013

XXVI domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 146,7


Ruminare i Salmi - Salmo 146, (Vulgata / liturgia 145),7:

CEI (Il Signore) dà il pane agli affamati
NV (Dominus) dat escam esurientibus

Luca 16,19-21 C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe

Tu, benedetta fra le donne,
benedici chi ti benedice:
al tuo seno benedetto
colui che dà il pane agli affamati
hai allattato

Benedicta tu in mulieribus
Benedic te benedicentibus,
Benedictis tuis uberibus,
Qui dat escam esurientibus,
Quem lactasti.
(Oratio devota ad dominum Iesum et b. Mariam matrem eius)

Ogni volta che, in vario modo, do "pane" a chi ha fame, nutro - come la Vergine Maria - Cristo in me; ed egli a sua volta si fa pane per la mia fame.


sabato 14 settembre 2013

XXV domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 113,2


Ruminare i Salmi - Salmo 113, (Vulgata / liturgia 112),2:

CEI Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre
TILC Ringraziate il Signore, ora e sempre
NV Sit nomen Domini benedictum
ex hoc nunc et usque in saeculum

1Timoteo 2,8: in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese.
Luca 16,13: Non potete servire Dio e la ricchezza.

Cassiodoro: Siamo chiamati alla lode di Dio nel mondo presente e nel mondo nuovo ed eterno (Ne forte sibi momentaneam laudem pueri crederent imperatam, dicit et modo in hoc saeculo praedicandum, et in illa quoque aeternitate laudandum.)

Colletta: salvaci dalla cupidigia delle ricchezze,
e fa’ che, alzando al cielo mani libere e pure,
ti rendiamo gloria con tutta la nostra vita

La cupidigia del possesso soffoca lo spirito di lode e di ringraziamento.
Nella povertà la nostra vita torna capace di dar gloria a Dio.


sabato 7 settembre 2013

XXIV domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 51,1


Ruminare i Salmi - Salmo 51, (Vulgata / liturgia 50),1:

CEI Pietà di me, o Dio, nel tuo amore
NV Miserere mei, Deus, secundum misericordiam tuam
LXX ἐλέησόν με ὁ θεός κατὰ τὸ μέγα ἔλεός σου

1Timoteo 1,15: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io
Luca 15,4: Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?

Alfonso Maria de' Liguori: O Gesù mio, voglio chiamarti sempre Gesù; il tuo nome mi consola e mi dà animo, ricordandomi che tu sei il mio Salvatore, morto per salvarmi. Eccomi a' piedi tuoi, io confesso che sono reo di tanti inferni, per quante volte ti ho offeso con peccato mortale. Io non merito perdono; ma tu sei morto per perdonarmi. «Recordare Iesu pie, quod sum causa tuae viae» - "Ricorda, o pio Gesù, che per cercare me ti sei messo cammino". Presto Gesù mio, perdonami, prima di venire a giudicarmi. Allora non ti potrò più chiedere pietà: ora posso domandartela, e la spero. Allora le tue piaghe mi spaventeranno, ma ora mi dan confidenza. Caro mio Redentore, mi pento più d'ogni male di aver offesa la tua bontà infinita. Preferisco accettare ogni pena, ogni perdita, che perdere la grazia tua. T'amo con tutto il mio cuore. Abbi pietà di me: «Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam» - "Pietà di me, o Dio, nel tuo grande amore". (Apparecchio alla Morte, Considerazione XXIV, Del giudizio particolare, punto 1)

L'affidamento alla misericordia è il sentimento col quale dobbiamo entrare nella morte. Secondo la visione tradizionale, una volta entrata nella morte, l'anima perde la capacità di disporre di sé e non può far altro che seguire il percorso determinato dalla propria condizione spirituale.


domenica 1 settembre 2013

XXIII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 90,17


Ruminare i Salmi - Salmo 90, (Vulgata / liturgia 89),17:

CEI rendi salda per noi l’opera delle nostre mani
TILC egli dia forza all'opera delle nostre mani
NV opera manuum nostrarum confirma super nos

Il Salmo, una meditazione sulla fragilità umana, si chiude con questa preghiera: Signore, rafforza e consolida il frutto delle nostre fatiche!
Dio non si sostituisce all'uomo: chiede la nostra fatica. Ma senza la sua grazia, essa resta inconsistente e sterile; soggiace al potere disgregatore della morte.
Nel dare inizio al lavoro quotidiano e a qualunque attività, chiediamo a Dio che immetta nell'opera delle nostre mani la sua fecondità.

Luca 14,28-30: Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.

Senza chiara consapevolezza, ferma e perseverante decisione, l'opera spirituale rimane incompiuta. Chiediamo il dono di perseverare fino alla fine.


lunedì 26 agosto 2013

XXII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 68,5


Ruminare i Salmi - Salmo 68, (Vulgata / liturgia 67),5 (XXII domenica del tempo ordinario, anno C)

CEI Cantate a Dio, inneggiate al suo nome (...):
Signore è il suo nome.
TILC Cantate Dio, cantate salmi al suo nome, (...)
Signore è il suo nome
NV Cantate Deo, psalmum dicite nomini eius: (...)
Dominus nomen illi.

Ebrei 12,22-24: Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all'adunanza festosa e all'assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell'alleanza nuova, e al sangue purificatore, che è più eloquente di quello di Abele.
Luca 14,11: Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Tagore (Gitanjali):

Quando mi comandi di cantare, il mio cuore
sembra scoppiare d'orgoglio
e fisso il tuo volto
e le lacrime mi riempiono gli occhi.

Tutto ciò che nella mia vita
vi è di aspro e discorde
si fonde in dolce armonia,
e la mia adorazione stende l'ali
come un uccello felice
nel suo volo a traverso il mare.

So che ti diletti del mio canto,
che soltanto come cantore
posso presentarmi al tuo cospetto.

Con l'ala distesa del mio canto
sfioro i tuoi piedi, che mai
avrei pensato di poter sfiorare.

Ebbro della felicità del mio canto
dimentico me stesso
e chiamo amico te
che sei il mio signore.

Cantiamo la grandezza del Signore, che solleva l'umile; la bellezza della Gerusalemme celeste con le sue miriadi di angeli; l'adunanza festosa nella quale splende la giustizia di Dio; la gloria dei santi ove rifulge la potenza di Gesù e del suo sangue redentore.


lunedì 19 agosto 2013

XXI domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 117,2


Ruminare i Salmi - Salmo 117, (Vulgata / liturgia 116),2 (XXI domenica del tempo ordinario, anno C)

CEI forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.
TILC È forte il suo amore per noi,
la sua fedeltà dura per sempre.
NV Quoniam confirmata est super nos misericordia eius,
et veritas Domini manet in aeternum

Ebrei 12,7.11: Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Luca 13,24 Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.

S. Rabano Mauro: Quando Dio sarà tutto in tutti e la Chiesa sarà perfettamente illuminata dalla luce dello Spirito Santo, l'universale assemblea delle lingue canterà a una sola voce le gradi opere di Dio: Lodate il Signore, popoli tutti...".
De Laudibus Sanctae Crucis 1, Figura XX: Nam et Ecclesia suo tempore resurgens a morte, atque ad coelos ascendens in carne incorruptibili, plene ac perfecte dono Spiritus sancti illustrabitur, quando, iuxta promissum Apostoli, erit Deus omnia in omnibus. Tunc plena erit adunatio linguarum in omnibus, ad praedicanda magnalia Dei, quia consona mente ac voce omnes divinae gloriam maiestatis, quam praesentem vident, collaudant; tuncque vox illa psalmi perfecte complebitur, qua Spiritus sanctus per prophetam omnes gentes ad laudem Domini provocando exhortatur, ita dicens: "Laudate Dominum, omnes gentes, et collaudate eum omnes populi, quoniam confirmata est super nos misericordia eius, et veritas Domini manet in aeternum"; quando quotquot de omnibus gentibus ad vitam praedestinati sunt aeternam, omnibus scandalis de Ecclesia Christi per angelorum officia eiectis, uniti capiti suo unam laudem omnia membra concorditer et perpetuo cantabunt.

Quando non riesco a entrare nel mistero dell'amore di Dio, ad accorgermi che ciò che domina su tutto è la sua misericordia, e che essa è amore vero, allora fallisco l'ingresso nella porta stretta.
Allora, come un padre il Signore mi corregge, per aiutarmi a entrare in questa nuova prospettiva, al di fuori della quale non c'è che "pianto e stridore di denti".


martedì 13 agosto 2013

XX domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 40,2


Ruminare i Salmi - Salmo 40, (Vulgata / liturgia 39),2:

CEI Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato
TILC Ho continuato a sperare nel Signore:
si è chinato verso di me
NV Exspectans exspectavi Dominum,
et intendit mihi.

Eb 12,1-4 anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

Tommaso d'Aquino: quando ti arriva qualche tribolazione, non disperarti subito, non agitarti contro Dio: aspettalo, finché non ti soccorra (si aliquam molestiam pateris, non statim desperes, nec turberis contra Deum, sed expecta quousque succurrat: "expectans expectavi Dominum, et intendit mihi").

Gesù sa attendere con pace e fiducia la salvezza dal Padre, senza entrare nell'ansia e nella disperazione.
Tenendo lo sguardo su di lui e in sintonia con la sua pazienza, ci slanciamo verso la meta.

Rumina per nutrire la tua speranza!


domenica 11 agosto 2013

Assunzione della B. V. Maria, messa del giorno: Salmo 45,12


Ruminare i Salmi - Salmo 45, (Vulgata / liturgia 44),12

CEI Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.
TILC Il re s'innamori della tua bellezza!
È il tuo signore, inchinati a lui.
NV concupiscet rex speciem tuam.
Quoniam ipse est dominus tuus, et adora eum.

Luca 1,46-48 L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva

Liturgia: Congratulamini mihi omnes qui diligitis Dominum,
quia cum essem parvula placui Altissimo,
et de meis visceribus genui Deum et hominem.
Rallegratevi con me, voi tutti che amate il Signore,
perché, essendo piccola, sono piaciuta all'Altissimo
e dal mio grembo ho generato il Dio-uomo.

Crisippo di Gerusalemme: Maria, ascolta quanto ti ama colui che è Signore di tutto: il Padre stesso ti prende come sposa, lo Spirito prepara le nozze, il tuo Creatore diviene tuo bambino: adoralo come tuo Signore.

Rumina, per partecipare alla gioia e all'adorazione di Maria


sabato 10 agosto 2013

XIX domenica del tempo ordinario, anno C: Sal 33,22


Ruminare i Salmi - Salmo 33, (Vulgata / liturgia 32),22:

CEI Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.
TILC Il tuo amore ci accompagni,
perché noi confidiamo in te, Signore.
NV Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quemadmodum speravimus in te.

Ebrei 11,8-12: Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.

Agostino: Quale diritto abbiamo alla sua misericordia? Quello di avere sperato in lui.

Chi si fida del Signore e spera in lui, nel cammino verso la patria è posto sotto il riparo della sua grazia.


lunedì 29 luglio 2013

XVIII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 90,3


Ruminare i Salmi - Salmo 90, (Vulgata / liturgia 89),3

CEI Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo»
TILC Tu fai tornare l'uomo alla polvere,
e gli dici: "Ritorna com'eri!"
NV Reducis hominem in pulverem;
et dixisti: “Revertimini, filii hominum”

Colossesi 3,3-5 Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! ... Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
Luca 12,20 “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”

Gaudium et Spes 10:
In ipso enim homine plura elementa sibi invicem oppugnant. Dum enim una ex parte, utpote creatura, multipliciter sese limitatum experitur, ex altera vero in desideriis suis illimitatum et ad superiorem vitam vocatum se sentit. Multis sollicitationibus attractus, iugiter inter eas seligere et quibusdam renuntiare cogitur. 
All'interno dell'uomo molti elementi si combattono a vicenda. Da una parte, come creatura, esperimenta in mille modi i suoi limiti; d'altra parte sente di essere senza confini nelle sue aspirazioni e chiamato ad una vita superiore. Sollecitato da molte attrattive, è costretto sempre a sceglierne qualcuna e a rinunziare alle altre.

Chi fa morire in sé l'idolatria del possedere, nella morte non sarà confuso.



domenica 21 luglio 2013

XVII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 138,6


Ruminare i Salmi - Salmo 138, (Vulgata / liturgia 137),6:

CEI eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile
TILC In alto sta il Signore, ma si prende cura dei piccoli
NV excelsus Dominus et humilem respicit

Colossesi 2,13-14: Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.
Luca 11,9-10: Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Bernardo di Clairvaux: Convertirsi significa imparare da Gesù, umile di cuore. Dio sta in alto: se chiedesse di salire lassù, tutti si calpesterebbero a vicenda pur di arrivarci. Ma è una strada inconcludente. Se vuoi arrivare fin lassù, diventa umile. E' una strada molto più facile: per questo il superbo è inescusabile.
SERMO II. Quomodo debeamus converti ad Dominum, 1. Ad Parvulum converti necesse est, ut discamus ab eo quia mitis est et humilis corde: ad hoc siquidem parvulus datus est nobis. Sane idem et magnus est, sed in civitate Domini, cui et dicitur: Exsulta et lauda, habitatio Sion, quia magnus in medio tui sanctus Israel. Quid tu inflaris, o homo? quid extolleris sine causa? quid alta sapis, et oculi tui omne sublime vident, quod tibi non cedet in bonum? Sublimis quidem Dominus, sed non ita proponitur tibi: laudabilis magnitudo illius, non etiam imitabilis. Elevata est magnificentia illius, et non poteris ad eam: nec si te ruperis, apprehendes. Accedet, inquit, homo ad cor altum, et exaltabitur Deus. Excelsus siquidem Dominus et humilia respicit, et alta a longe cognoscit. Humiliare, et apprehendisti. Haec plane lex pietatis, et propter hanc legem sustinui te, Domine. Si forte sublimitatis esset via proposita, et illic iter quo ostenderetur salutare Dei, quanta facerent homines ut exaltarentur? Quam crudeliter invicem sternerent, invicem conculcarent! Quam impudenter reperent, manibusque et pedibus conarentur in altum, ut imponerent sese homines super capita aliena! Et certe qui contendit supergredi alias, excedere proximos, multas inveniet difficultates, multos habebit aemulos, multos patietur contradictores, ascendentes equidem ex adverso: nihil vero facilius est volenti, quam humiliare semetipsum. Hoc verbum est, dilectissimi, quod omnino nos reddit inexcusabiles, ut ne tenue quidem nobis velamen praetendere liceat.

Se eravamo morti e Cristo ci ha risuscitato; se ha annullato il documento che deponeva contro di noi e ci ha perdonato, allora non possiamo presentarci a lui con superbia. E proprio l'umiltà ci spinge a chiedere tutto con grande confidenza.


domenica 14 luglio 2013

XVI domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 15,2


Ruminare i Salmi - Salmo 15 (Vulgata / liturgia 14),2:

CEI chi pratica la giustizia e dice la verità che ha nel cuore
TILC chi pratica la giustizia, parla con sincerità
NV Qui operatur iustitiam, qui loquitur veritatem in corde suo

Colossesi 1,27-28 Cristo in voi, speranza della gloria: è lui che noi annunciamo
Luca 10,40 Allora Marta si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».

Ilario: il retto comportamento morale non conduce alla santità se non è vissuto nella verità della professione di fede.

Il discepolo parla con il Signore con grande sincerità e fiducia, protesta anche, discute, pronto però sempre a mettersi in ascolto ed essere da lui corretto.

Non può non esprimere agli altri la verità profonda che ha nel cuore: Gesù è il Signore!


domenica 7 luglio 2013

XV domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 19,10-11


Ruminare i Salmi - Salmo 19 (Vulgata / liturgia 18),10-11 (XV domenica del tempo ordinario, anno C)

CEI I giudizi del Signore sono fedeli, ... più dolci del miele.
TILC Le decisioni del Signore sono valide, ... più dolci del miele.
NV Iudicia Domini vera, ... et dulciora super mel.

Colossesi 1,19: È piaciuto a Dio che abiti in Cristo tutta la pienezza
Luca 10,28: fa’ questo e vivrai

S. Tommaso d'Aquino:
I diletti spirituali sono più dolci di quelli sensibili, materiali, perché:
1. godono di un bene superiore
2. dilettano l'interiorità, che è più forte della sensibilità
3. sono un godimento quieto e pieno, nel quale si trova riposo

Sed numquid spirituales delectationes sunt delectabiliores? Dicendum est quod sic: et est triplex ratio. Una ex parte boni delectati quod est potius bonum, et ex causa delectationis, quod est majus bonum, ergo magis delectabile. Secunda ex parte potentiae delectantis, quia vis intellectiva est fortior sensitiva. Tertia ex modo delectationum. Corporales delectationes consistunt in fieri et in motu; sicut in cibis et in aliis. Motus autem est quid imperfectum; et quoddam futurum et praeteritum importat; quia non habetur totum simul. Spirituales autem delectationes non sunt in motu: quia consistunt in amando et intelligendo bonum, quod non est in motu. (Super Psalmo 18 n. 7)

La grande "decisione" di Dio è farsi pienamente presente in Cristo. In, per e con lui, si apre a noi la via della vita.
Siamo chiamati a gustare la dolcezza di questo progetto e a realizzarlo in concreto.


domenica 30 giugno 2013

XIV domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 66,3


Ruminare i Salmi - Salmo 66 (Vulgata / liturgia 65),3:

CEI 2008 Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!».
CEI 1974 Dite a Dio: «Stupende sono le tue opere!
TILC Dite a lui: 'Sono stupende le tue azioni'
NV Dicite Deo: Quam terribilia sunt opera tua.

Galati 6,14: quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Luca 10,1: il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

"Terribile" è ciò che suscita il timore di Dio.
L'azione divina è sempre formidabile e temibile perché al tempo stesso suscita ammirazione e chiede adesione.
Ogni mistero, di per sé donato per la salvezza, può diventare, se non adeguatamente accolto, motivo di caduta e di condanna.
E' roccia sulla quale si costruisce o ci si spezza.

Cassiodoro: Il timore di cui parla il salmo è affettuoso e devoto, dolce e non amaro; fonte di speranza e non di diffidenza, non estingue l'ardore dell'amore ma infiamma il desiderio.

Quam terribilia sunt opera tua! Quamvis opera Domini dicat esse terribilia, tamen quantum terroris habeant non edixit; sed opera Domini hac ratione arbitror esse metuenda, ut consideremus quid nobis possit accidere, si illa maiestas, quae mundum miserata respexit, peccatis nostris facientibus reddatur infensa. Deus enim pro nobis dignatus est homo fieri, sicut Leo papa ad Flavianum scribens, doctor apostolicus dicit: Creator angelorum unus passus est esse mortalium: ...
Haec si consideremus, terribilia nobis sunt opera Domini, quando tantae dignationi nec illud possumus exhibere, quod pro nostra salute dignatur nos coelestis pietas admonere. Sic enim et alibi legitur: Domine, audivi auditum tuum, et timui; consideravi opera tua, et expavi. Sed timor iste affectuosus et pius est, dulcedinem habens, non amaritudinis qualitatem; spem generans, non diffidentiam creans; desiderium cumulans, non ardorem charitatis exstinguens. 

Due misteri formidabili:
- La Croce: poiché Gesù è morto in croce, il mondo è morto per me e io sono morto per il mondo.
- La Missione: l'inviato è chiamato a farsi agnello tra i lupi e camminare sui serpenti; il destinatario è chiamato all'accoglienza, pena la condanna.


lunedì 24 giugno 2013

XIII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 16,2


Ruminare i Salmi - Salmo 16 (Vulgata / liturgia 62),2:

CEI 1974 senza di te non ho alcun bene
CEI 2008 solo in te è il mio bene
TILC fuori di te non ho altro bene
letterale: il mio bene non è al di sopra di te
NV bonum mihi non est sine te
responsorio liturgico: Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

Galati 5,18 se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.
Luca 9,62 «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Giovanni Paolo II: Dio è visto come l'unico bene, e perciò l'orante sceglie di collocarsi nell'ambito della comunità di tutti coloro che sono fedeli al Signore ("per i santi è tutto il mio amore"). Il salmista rigetta radicalmente la tentazione dell'idolatria con i suoi riti sanguinari e le sue invocazioni blasfeme: è una scelta di campo netta e decisiva.

Una opzione: Tra le possibili interpretazioni del testo, si opta per questa: io metto te, o Signore, al di sopra del mio bene, della mia vita. Tu mi interessi più della mia stessa vita, pur con tutte le sue bontà. Al di sopra di te non c'è niente e nessuno; per me tu sei il bene massimo e più alto; tu sei il mio sommo bene.

Una riflessione: Lasciarsi guidare dallo Spirito è lasciarsi attrarre da quella forza che ti porta a uscire da te stesso per centrarti sul Signore. Un percorso che non tollera mezze misure, ma esige decisione e dedizione piena e irrevocabile.


domenica 16 giugno 2013

XII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 63,4


Salmo 63 (Vulgata / liturgia 62),4:

CEI: il tuo amore (la tua grazia) vale più della vita
TILC: Il tuo amore è più prezioso della vita
כִּי־טֹוב חַסְדְּךָ מֵֽחַיִּים
LXX: ὅτι κρεῖσσον τὸ ἔλεός σου ὑπὲρ ζωάς
NV: Quoniam melior est misericordia tua super vitas
letterale: il tuo amore è meglio della vita

Galati 3,26: quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.
Luca 9,23-24: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà»

Giovanni Paolo II: Quanto essenziale e profondo è il bisogno di Dio! Senza di lui vien meno il respiro e la stessa vita. Per questo il Salmista giunge a mettere in secondo piano la stessa esistenza fisica, qualora venga a mancare l’unione con Dio.

Una riflessione: Chi si riveste di Cristo, si riveste del suo amore gratuito,
che gli permette di liberarsi
dalla necessità di salvare la propria vita ad ogni costo,
e acconsentire a perderla per rimanere con lui

Francesco d'Assisi: Rapisca ti prego, o Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell’amor tuo, come tu ti sei degnato di morire per amore dell’amor mio.


domenica 9 giugno 2013

XI domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 32,1


Salmo 32 (Vulgata / liturgia 31),1 (XI domenica del tempo ordinario, anno C)

CEI: Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
TILC: Felice l'uomo
al quale Dio ha perdonato la colpa e
condonato il peccato.
NV: Beatus, cui remissa est iniquitas,
et obtectum est peccatum.

Galati 2,19 mediante la Legge io sono morto alla Legge (per me non c'è vita nella pratica della Legge.)
Romani 4,6: Anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere: 'Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti; beato l'uomo al quale il Signore non mette in conto
il peccato'
Luca 7,48 Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati».

Ireneo: Poiché Davide attribuisce a Dio il potere di rimettere in peccati, perdonando i peccati Gesù afferma la propria divinità.
Bernardo di Clairvaux: due cose fanno buona la coscienza:
* pentirsi del male commesso
* non fare ciò di cui ci si dovrà pentire
DE MORIBUS ET OFFICIO EPISCOPORUM 13. Itaque duo sunt praecipue quae bonam reddunt conscientiam, poenitere de malis, et abstinere a malis: hoc est, ut verbis loquar beati Gregorii, et commissa flere, et flenda non committere (Hom. 34, in Evang. post med.). Horum neutrum solum sufficit. Nam si primum absque secundo sufficeret, frustra et David hortaretur dicens, Declina a malo (Psal. XXXVI, 27): et Isaias: Quiescite agere perverse (Isa. I, 16) et Deus ipse ad Cain: Peccasti, quiesce (Gen. IV, 7, juxta LXX). Rursum si secundum per se post peccatum bonam sufficit restaurare conscientiam, sine causa clamat poenitens in Psalmo: Beati, quorum remissae sunt iniquitates, et quorum tecta sunt peccata (Psal. XXXI, 1); et illud: Vide humilitatem meam et laborem meum, et dimitte universa delicta mea (Psal. XXIV, 18); et in oratione Dominica: Dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris (Matth. VI, 12).
DE GRATIA ET LIBERO ARBITRIO 29. Quanquam tamen Scriptura loquatur: Omne quod natum est ex Deo non peccat (I Joan. III, 9). Sed hoc dictum est de praedestinatis ad vitam: non quod omnino non peccent, sed quod peccatum ipsis non imputetur, quod vel punitur condigna poenitentia, vel in charitate absconditur. Charitas quippe cooperit multitudinem peccatorum (I Petr. IV, 8); et: Beati quorum remissae sunt iniquitates, et quorum tecta sunt peccata; et: Beatus vir cui non imputavit Dominus peccatum (Psal. XXXI 1, 2).


lunedì 3 giugno 2013

X domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 30,6


Salmo 30 (Vulgata/liturgia 29),6:

CEI
la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita
TILC
La sua ira dura un istante,
la sua bontà tutta una vita
NV
ad momentum indignatio eius,
et per vitam voluntas eius
letterale
un istante nella sua collera
una vita nella sua benevolenza

Colletta: tu illumini il mistero del dolore e della morte
con la speranza che splende sul volto del Cristo;
fa’ che nelle prove del nostro cammino
restiamo intimamente uniti alla passione del tuo Figlio,
perché si riveli in noi la potenza della sua risurrezione.

Luca 7,16: Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».

Tommaso d'Aquino: Se talvolta si adira con i suoi, lo fa per correggerli, e la sua collera dura solo per il necessario. Punisce per un momento, e poi è di nuovo benevolo e ridà vita.

Misericordia Dei non est sine justitia; ideo ponit primo justitiam. Secundo misericordiam: justitiam, cum dicit, Quoniam ira. Hic ira accipitur pro effectu irae, idest pro vindicta; indignatio vero non pro commotione irae in Deo, sed pro justitia Dei, secundum quam detestatur impium: quia Sap. 14: Similiter odio sunt Deo impius et impietas ejus; quasi dicat, In indignatione ejus, idest Dei justitia judicante peccata in ira, idest vindicta.
Hieronymus planius, Quoniam ad momentum est ira ejus; quasi dicat, Si aliquando irascatur suis, hoc est ad correctionem brevi tempore: Isa. 54: In momento indignationis abscondi etc. Ezech. 18: Nolo mortem peccatoris morientis. Hieronymus, Vita in propitiatione ejus; quasi dicat, Punit ad momentum, et post repropitiatur, et reddit vitam: Job 5: Percutit, et manus ejus medetur.

L'esperienza umana è fatta di gioia e dolore, salute e malattia, luce e tenebra. Non si tratta di un fato capriccioso e incomprensibile, ma del disegno sapiente di Dio, sempre ispirato dalla sua fedeltà amorosa, anche quando rimprovera e purifica.


domenica 26 maggio 2013

SS. Corpo e Sangue di Cristo, anno C: Salmo 110,4


Ruminare i Salmi - Salmo 110 (Vulgata/liturgia 109),4

CEI «Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek»
TILC 'Tu sei sacerdote per sempre
come lo era il re Melchisedek!'
NV Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech

Gen 14,18 In quei giorni, Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino
1Cor 11,23-25 il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».

Alberto Magno: Il sacrificio della Messa è unico per:
- antichità: è prefigurato prima dei sacrifici dell'alleanza antica
- autorità: è stabilito dal Padre stesso
- garanzia: c'è un giuramento con il quale Dio si impegna
- perfezione: rimane eternamente, non necessita di altro.

De Corpore Domini, dist.5, cap. 1: De auctoritate autem dicitur in Psalmo CIX, 4, ubi loquitur de Domino dominorum super omnem sacerdotem, dicens : Juravit Dominus, et non poenitebit eum : Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech. Et hoc Dominus dixit postquam jam ordo Leviticus fuerat institutus, de quo ordine in aeternum mansuro nihil locutus fuerat prius in lege. Patet igitur, quod auctoritate et antiquitate et jurisjurandi confirmatione et permanentia in aeternum hoc sacrificium dignius est omnibus sacramentis et sacrificiis : et ideo istud solum est, quod perfectum est et consummatum. Unde, ad Hebr. VII, 11 et 12, dicitur : Si consummatio per sacerdotium leviticum erat (populus enim sub ipso legem accepit), quid adhuc necessarium fuit secundum ordinem Melchisedech alium surgere sacerdotem, et non secundum ordinem Aaron dici ? Translato enim sacerdotio, necesse est ut legis translatio fiat. Ex quo patet, quod istud est etiam antiquius, et auctoritate plenius, et sanctitate perfectius omni sacramento et sacrificio. Unde ibidem paulo post, vv. 18 et 19, dicitur : Reprobatio quidem fit praecedentis mandati, propter infirmitatem ejus et inutilitatem nihil enim ad perfectum adduxit lex : introductio vero melioris spei, per quam proximamus ad Deum. ... Ex his quae dicta sunt, accipitur, quod hoc sacrificium quatuor habet in se, quae in nullo alio sacrificio simul inveniuntur. Est enim antiquitate veneratum auctoritate divina sancitum, juramento confirmatum, et sua perfectione perpetuatum. Antiquitate quidem : quia ab eo qui verus erat sacerdos Dei summi, sine patre, sine matre, sine genealogia, assimilatus Filio Dei, sicut dicitur, ad Hebr. VII, 1 et seq., ante omnem sacrificiorum institutionem praesignatur. Auctoritate autem Dei sancitum : quia ab ipso Deo Patre collatum est hujusmodi sacrificii sacerdotium, sicut dicitur, ad Hebr. V, 5 et 6 : Christus non semetipsum clarificavit ut pontifex fieret : sed qui locutus est ad eum : Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech. Juramento autem est confirmatum, sicut dicitur in Psalmo CIX, 4 : Juravit Dominus, et non poenitebit eum : Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech. Sua autem perfectione est perpetuum : quia propter perfectionem istius sacrificii omnia veteris legis cum lege et sacerdotio sunt abolita, ut istud in perpetuum statuatur observandum. Unde, ad Hebr. VII, 24 et 25 : Hic autem eo quod maneat in aeternum, sempiternum habet sacerdotium. Unde et salvare in perpetuum potest accedentes per semetipsum ad Deum, semper vivens ad interpellandum pro nobis.


domenica 19 maggio 2013

SS. Trinità, anno C: Salmo 8,6a


Salmo 8,6a:

CEI 2008 Davvero l'hai fatto poco meno di un dio
CEI 1974 Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli
TILC L'hai fatto di poco inferiore a un dio
NV Minuisti eum paulo minus ab angelis
LXX ἠλάττωσας αὐτὸν βραχύ τι παρ᾽ἀγγέλους

Il Concilio Vaticano II cita questo passo in Gaudium et Spes 12, dove si domanda:
Quid est autem homo? Che cos'è l'uomo?
Molte opinioni egli ha espresso ed esprime sul proprio conto, opinioni varie ed anche contrarie, secondo le quali spesso o si esalta così da fare di sé una regola assoluta, o si abbassa fino alla disperazione, finendo in tal modo nel dubbio e nell'angoscia. ...
La Bibbia insegna che l'uomo è stato creato «ad immagine di Dio» capace di conoscere e di amare il suo Creatore, e che fu costituito da lui sopra tutte le creature terrene quale signore di esse, per governarle e servirsene a gloria di Dio.
Multas opiniones de seipso protulit et profert, varias et etiam contrarias, quibus saepe vel se tamquam absolutam regulam exaltat vel usque ad desperationem deprimit, exinde anceps et anxius. ... Sacrae enim Litterae docent hominem "ad imaginem Dei" creatum esse, capacem suum Creatorem cognoscendi et amandi, ab eo tamquam dominum super omnes creaturas terrenas constitutum, ut eas regeret, eisque uteretur, glorificans Deum.

La nostra esistenza sta in bilico tra animalità e divinità, tra ciò che è più e ciò che è meno dell’umanità (...) L'uomo sta "un poco più in basso degli angeli" (Sal 8,5) e un poco più in alto delle bestie. Come un pendolo, egli oscilla avanti e indietro sotto l’azione combinata della gravità e dell’impulso, la forza di gravità del suo egoismo e l'impulso del divino, di una visione contemplata nella vicinanza di Dio ma nelle tenebre della carne e del sangue. Trascurando il nostro impegno verso questa visione, non riusciamo più a capire il significato della nostra esistenza" (A. J. Heschel, Meditazione sul salmo 8).


domenica 12 maggio 2013

Pentecoste, anno C: Salmo 104,31b


Salmo 104 (Vulgata/liturgia 103),31b:

CEI: Gioisca il Signore delle sue opere.
TILC: Gioisci, Signore, per le tue opere!
NV: Laetetur Dominus in operibus suis

Romani 8,9: Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Giovanni 14,23: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Atanasio: Dio gioirà quando avrà operato la salvezza di tutti.
Efrem il Siro: Amiamoci gli uni gli altri; e quando Dio vedrà la nostra leale e genuina comunione, allora gioirà delle sue opere.

Il dono dello Spirito Santo ci consente di prendere parte alla gioia del Signore (cf. Mt 25,21.23), gioia per la sua opera creatrice (cf. Gen 1,4.10 etc.) e per il Regno che viene (cf. Mc 11,10).



domenica 5 maggio 2013

Ascensione del Signore, anno C: Salmo 47,8

Salmo 47 (Vulgata/liturgia 46),8:

CEI: Dio è re di tutta la terra
NV: rex omnis terrae Deus

Ebrei 10,23: Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso
Luca 24,47: nel nome di Cristo saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati

S. Tommaso d'Aquino: Il trono spetta a Cristo in quanto Dio e in quanto uomo che, vincendo, si è seduto sul trono del Padre suo. Il salmo ci invita a onorare col canto questa duplice regalità.

* Competit autem thronus Christo secundum naturam divinam, inquantum est Deus, Ps. XLVI, 8: rex omnis terrae Deus, sed secundum quod homo, convenit sibi ex merito passionis, victoriae, et resurrectionis. Apoc. c. III, 21: qui vicerit, dabo ei sedere mecum in throno meo, sicut ego vici et sedi in throno patris mei cum eo. (Super Epistolam B. Pauli ad Hebraeos lectura)
* Et dicit bis, psallite psallite, quia eodem honore honoramus humanitatem et divinitatem in Christo: quia idem suppositum est: Joan. 5: omnes honorificent filium sicut honorificant patrem. Et quod sit psallendum ostendit, quia est, rex omnis terrae Deus. (In psalmos Davidis expositio)

Sulla duplice regalità di Cristo la Chiesa fonda la propria speranza di condividere la gloria del Signore e la predicazione della buona notizia della pace con Dio.

ù

giovedì 2 maggio 2013

VI Domenica di Pasqua, anno C: Salmo 67,6


Ruminare i Salmi - Salmo 67 (Vulgata/liturgia 66),6:

CEI Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
NV: Confiteantur tibi populi, Deus; confiteantur tibi populi omnes.

Ap 21,13: A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.

Antifona d'ingresso (cf. Isaia 48,20):
Con voce di giubilo date il grande annunzio,
fatelo giungere ai confini del mondo:
il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia.

Isaia 48,20
Uscite da Babilonia,
fuggite dai Caldei;
annunziatelo con voce di gioia,
diffondetelo,
fatelo giungere fino all'estremità della terra.
Dite: "Il Signore ha riscattato
il suo servo Giacobbe".

La buona notizia di Gesù morto e risorto, proclamata gioiosamente dalla Chiesa, induce i popoli ad abbandonare Babilonia ed entrare in Gerusalemme, per cantarvi il canto della lode cosmica.


domenica 21 aprile 2013

V Domenica di Pasqua, anno C: Salmo 145,9


Salmo 145 (Vulgata/liturgia 144),9:

CEI Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
TILC Il Signore è buono con tutti, ha misericordia per ogni creatura.
NV Suavis Dominus universis, et miserationes eius super omnia opera eius.
LXX χρηστὸς κύριος τοῖς σύμπασιν καὶ οἱ οἰκτιρμοὶ αὐτοῦ ἐπὶ πάντα τὰ ἔργα αὐτοῦ

At 14,27 Appena arrivati (ad Antiochia), (Paolo e Barnaba) riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.
Ap 21,4-5 «Non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».
Gv 13,34 Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Dio ha dato origine all'universo per effondere il suo amore su tutte le creature, in particolare sulla intera famiglia umana. Questo amore, accolto nella fede, diviene amore interpersonale, e realizza già ora la vittoria sulla vecchiezza delle logiche mondane e sulla morte della separazione, nell'attesa che della vittoria completa nel rinnovamento dell'universo.