domenica 21 aprile 2013

V Domenica di Pasqua, anno C: Salmo 145,9


Salmo 145 (Vulgata/liturgia 144),9:

CEI Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
TILC Il Signore è buono con tutti, ha misericordia per ogni creatura.
NV Suavis Dominus universis, et miserationes eius super omnia opera eius.
LXX χρηστὸς κύριος τοῖς σύμπασιν καὶ οἱ οἰκτιρμοὶ αὐτοῦ ἐπὶ πάντα τὰ ἔργα αὐτοῦ

At 14,27 Appena arrivati (ad Antiochia), (Paolo e Barnaba) riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.
Ap 21,4-5 «Non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».
Gv 13,34 Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Dio ha dato origine all'universo per effondere il suo amore su tutte le creature, in particolare sulla intera famiglia umana. Questo amore, accolto nella fede, diviene amore interpersonale, e realizza già ora la vittoria sulla vecchiezza delle logiche mondane e sulla morte della separazione, nell'attesa che della vittoria completa nel rinnovamento dell'universo.


lunedì 15 aprile 2013

Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida


Ecco in proposito un grazioso testo di Henriette Marie Luise von Hayn (1724-1782), autrice di numerosi testi per canti religiosi, espressione del pietismo protestante. Il suo Lied più famoso è Weil ich Jesu Schäflein bin (Visto che sono una pecorella di Gesù), nel quale si respira un'incantevole atmosfera di luminosa semplicità:

1. 
Weil ich Jesu Schäflein bin,
freu' ich mich nur immerhin
über meinen guten Hirten,
der mich wohl weiß zu bewirten,
der mich liebet, der mich kennt
und bei meinem Namen nennt. 

2. 
Unter seinem sanften Stab
geh' ich aus und ein und hab'
unaussprechlich süße Weide,
daß ich keinen Mangel leide;
Und sooft ich durstig bin,
führt er mich zum Brunnquell hin. 

3. 
Sollt' ich denn nicht fröhlich sein,
ich beglücktes Schäfelein?
Denn nach diesen schönen Tagen
werd' ich endlich heimgetragen
in des Hirten Arm und Schoß:
Amen, ja mein Glück ist groß!

1.
Visto che sono una pecorella di Gesù,
sempre e comunque resto contenta
del mio buon pastore,
che ben sa come pascermi,
mi ama, mi conosce
e mi chiama per nome.

2.
Guidata dal suo mite bastone
entro ed esco, trovando
pascoli indicibilmente soavi,
sì che non soffro alcuna penuria;
e quando ho sete
ad una sorgente mi conduce.

3.
Perché mai non dovrei essere felice,
fortunata pecorella che sono?
E dopo questi bei giorni,
a casa sarò infine ricondotta,
tra le braccia del pastore e nel suo seno.
Amen, grande davvero è la mia felicità!

domenica 14 aprile 2013

IV Domenica di Pasqua, anno C: Salmo 100,3

Ruminare i Salmi - Salmo 100 (Vulgata/liturgia 99),3


CEI (Noi siamo) suo popolo e gregge del suo pascolo.
TILC siamo il suo popolo, il gregge che egli guida.
NV populus eius et oves pascuae eius.

Ap 7,16-17 Non avranno più fame né avranno più sete,
non li colpirà il sole né arsura alcuna,
perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono,
sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.

Gv 10,28 Le mie pecore non andranno perdute in eterno

S. Alberto Magno: Nos populus pascuae ejus, et oves manus ejus, hoc est, simplices ad obediendum - Siamo pecore che egli guida, pronte a obbedire con semplicità

La docilità alla voce del Pastore e alla sua Parola ci salva dalla disidratazione spirituale, la carenza di acqua viva che risecchisce e inaridisce il cuore


domenica 7 aprile 2013

III Domenica di Pasqua, anno C: Salmo 30,4


Salmo 30 (Vulgata/liturgia 29),4:

CEI Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi
TILC Mi hai sottratto al regno dei morti
NV Domine, eduxisti ab inferno animam meam

Giovanni 21,15
Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».

S. Bernardo: La coscienza colpevole è una specie di inferno e di carcere

SERMO IV, De quatriduo Lazari et praeconio Virginis,4
Super hac Lazari suscitatione manifestius psallit propheta: Non derelinques animam meam in inferno; quia, ut dixisse me memini secundo hujus festivitatis die, infernus quidam et carcer animae, rea conscientia est. Nec dabis sanctum tuum (non suum ipsius, sed tuum utique, quem ipse sanctificas) videre corruptionem. Corruptione siquidem proximus erat quatriduanus, qui coeperat jam fetere. Prope erat ut penitus dissolveretur, et veniens in profundum malorum contemneret impius; sed praeventus voce virtutis, et ab ea vivificatus gratias agit dicens: Notas mihi fecisti vias vitae, adimplebis me laetitia cum vultu tuo. Ad ipsius siquidem contemplationem evocasti et eduxisti ab inferno animam meam: dum anxiaretur super me spiritus meus, intuens conscientiae propriae faciem nimis abominandam.

La risurrezione di Gesù è anche risurrezione di Pietro. Chiuso nel sepolcro in cui lo ha posto una sequela generosa ma troppo fondata su prospettive e forze personali, il Risorto lo libera per un servizio radicato nell'amore: dal carcere della fiducia in se stessi alla libertà della fiducia nel Signore.