lunedì 15 aprile 2013

Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida


Ecco in proposito un grazioso testo di Henriette Marie Luise von Hayn (1724-1782), autrice di numerosi testi per canti religiosi, espressione del pietismo protestante. Il suo Lied più famoso è Weil ich Jesu Schäflein bin (Visto che sono una pecorella di Gesù), nel quale si respira un'incantevole atmosfera di luminosa semplicità:

1. 
Weil ich Jesu Schäflein bin,
freu' ich mich nur immerhin
über meinen guten Hirten,
der mich wohl weiß zu bewirten,
der mich liebet, der mich kennt
und bei meinem Namen nennt. 

2. 
Unter seinem sanften Stab
geh' ich aus und ein und hab'
unaussprechlich süße Weide,
daß ich keinen Mangel leide;
Und sooft ich durstig bin,
führt er mich zum Brunnquell hin. 

3. 
Sollt' ich denn nicht fröhlich sein,
ich beglücktes Schäfelein?
Denn nach diesen schönen Tagen
werd' ich endlich heimgetragen
in des Hirten Arm und Schoß:
Amen, ja mein Glück ist groß!

1.
Visto che sono una pecorella di Gesù,
sempre e comunque resto contenta
del mio buon pastore,
che ben sa come pascermi,
mi ama, mi conosce
e mi chiama per nome.

2.
Guidata dal suo mite bastone
entro ed esco, trovando
pascoli indicibilmente soavi,
sì che non soffro alcuna penuria;
e quando ho sete
ad una sorgente mi conduce.

3.
Perché mai non dovrei essere felice,
fortunata pecorella che sono?
E dopo questi bei giorni,
a casa sarò infine ricondotta,
tra le braccia del pastore e nel suo seno.
Amen, grande davvero è la mia felicità!

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