domenica 30 giugno 2013

XIV domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 66,3


Ruminare i Salmi - Salmo 66 (Vulgata / liturgia 65),3:

CEI 2008 Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!».
CEI 1974 Dite a Dio: «Stupende sono le tue opere!
TILC Dite a lui: 'Sono stupende le tue azioni'
NV Dicite Deo: Quam terribilia sunt opera tua.

Galati 6,14: quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Luca 10,1: il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

"Terribile" è ciò che suscita il timore di Dio.
L'azione divina è sempre formidabile e temibile perché al tempo stesso suscita ammirazione e chiede adesione.
Ogni mistero, di per sé donato per la salvezza, può diventare, se non adeguatamente accolto, motivo di caduta e di condanna.
E' roccia sulla quale si costruisce o ci si spezza.

Cassiodoro: Il timore di cui parla il salmo è affettuoso e devoto, dolce e non amaro; fonte di speranza e non di diffidenza, non estingue l'ardore dell'amore ma infiamma il desiderio.

Quam terribilia sunt opera tua! Quamvis opera Domini dicat esse terribilia, tamen quantum terroris habeant non edixit; sed opera Domini hac ratione arbitror esse metuenda, ut consideremus quid nobis possit accidere, si illa maiestas, quae mundum miserata respexit, peccatis nostris facientibus reddatur infensa. Deus enim pro nobis dignatus est homo fieri, sicut Leo papa ad Flavianum scribens, doctor apostolicus dicit: Creator angelorum unus passus est esse mortalium: ...
Haec si consideremus, terribilia nobis sunt opera Domini, quando tantae dignationi nec illud possumus exhibere, quod pro nostra salute dignatur nos coelestis pietas admonere. Sic enim et alibi legitur: Domine, audivi auditum tuum, et timui; consideravi opera tua, et expavi. Sed timor iste affectuosus et pius est, dulcedinem habens, non amaritudinis qualitatem; spem generans, non diffidentiam creans; desiderium cumulans, non ardorem charitatis exstinguens. 

Due misteri formidabili:
- La Croce: poiché Gesù è morto in croce, il mondo è morto per me e io sono morto per il mondo.
- La Missione: l'inviato è chiamato a farsi agnello tra i lupi e camminare sui serpenti; il destinatario è chiamato all'accoglienza, pena la condanna.


lunedì 24 giugno 2013

XIII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 16,2


Ruminare i Salmi - Salmo 16 (Vulgata / liturgia 62),2:

CEI 1974 senza di te non ho alcun bene
CEI 2008 solo in te è il mio bene
TILC fuori di te non ho altro bene
letterale: il mio bene non è al di sopra di te
NV bonum mihi non est sine te
responsorio liturgico: Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

Galati 5,18 se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.
Luca 9,62 «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Giovanni Paolo II: Dio è visto come l'unico bene, e perciò l'orante sceglie di collocarsi nell'ambito della comunità di tutti coloro che sono fedeli al Signore ("per i santi è tutto il mio amore"). Il salmista rigetta radicalmente la tentazione dell'idolatria con i suoi riti sanguinari e le sue invocazioni blasfeme: è una scelta di campo netta e decisiva.

Una opzione: Tra le possibili interpretazioni del testo, si opta per questa: io metto te, o Signore, al di sopra del mio bene, della mia vita. Tu mi interessi più della mia stessa vita, pur con tutte le sue bontà. Al di sopra di te non c'è niente e nessuno; per me tu sei il bene massimo e più alto; tu sei il mio sommo bene.

Una riflessione: Lasciarsi guidare dallo Spirito è lasciarsi attrarre da quella forza che ti porta a uscire da te stesso per centrarti sul Signore. Un percorso che non tollera mezze misure, ma esige decisione e dedizione piena e irrevocabile.


domenica 16 giugno 2013

XII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 63,4


Salmo 63 (Vulgata / liturgia 62),4:

CEI: il tuo amore (la tua grazia) vale più della vita
TILC: Il tuo amore è più prezioso della vita
כִּי־טֹוב חַסְדְּךָ מֵֽחַיִּים
LXX: ὅτι κρεῖσσον τὸ ἔλεός σου ὑπὲρ ζωάς
NV: Quoniam melior est misericordia tua super vitas
letterale: il tuo amore è meglio della vita

Galati 3,26: quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.
Luca 9,23-24: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà»

Giovanni Paolo II: Quanto essenziale e profondo è il bisogno di Dio! Senza di lui vien meno il respiro e la stessa vita. Per questo il Salmista giunge a mettere in secondo piano la stessa esistenza fisica, qualora venga a mancare l’unione con Dio.

Una riflessione: Chi si riveste di Cristo, si riveste del suo amore gratuito,
che gli permette di liberarsi
dalla necessità di salvare la propria vita ad ogni costo,
e acconsentire a perderla per rimanere con lui

Francesco d'Assisi: Rapisca ti prego, o Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell’amor tuo, come tu ti sei degnato di morire per amore dell’amor mio.


domenica 9 giugno 2013

XI domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 32,1


Salmo 32 (Vulgata / liturgia 31),1 (XI domenica del tempo ordinario, anno C)

CEI: Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
TILC: Felice l'uomo
al quale Dio ha perdonato la colpa e
condonato il peccato.
NV: Beatus, cui remissa est iniquitas,
et obtectum est peccatum.

Galati 2,19 mediante la Legge io sono morto alla Legge (per me non c'è vita nella pratica della Legge.)
Romani 4,6: Anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere: 'Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti; beato l'uomo al quale il Signore non mette in conto
il peccato'
Luca 7,48 Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati».

Ireneo: Poiché Davide attribuisce a Dio il potere di rimettere in peccati, perdonando i peccati Gesù afferma la propria divinità.
Bernardo di Clairvaux: due cose fanno buona la coscienza:
* pentirsi del male commesso
* non fare ciò di cui ci si dovrà pentire
DE MORIBUS ET OFFICIO EPISCOPORUM 13. Itaque duo sunt praecipue quae bonam reddunt conscientiam, poenitere de malis, et abstinere a malis: hoc est, ut verbis loquar beati Gregorii, et commissa flere, et flenda non committere (Hom. 34, in Evang. post med.). Horum neutrum solum sufficit. Nam si primum absque secundo sufficeret, frustra et David hortaretur dicens, Declina a malo (Psal. XXXVI, 27): et Isaias: Quiescite agere perverse (Isa. I, 16) et Deus ipse ad Cain: Peccasti, quiesce (Gen. IV, 7, juxta LXX). Rursum si secundum per se post peccatum bonam sufficit restaurare conscientiam, sine causa clamat poenitens in Psalmo: Beati, quorum remissae sunt iniquitates, et quorum tecta sunt peccata (Psal. XXXI, 1); et illud: Vide humilitatem meam et laborem meum, et dimitte universa delicta mea (Psal. XXIV, 18); et in oratione Dominica: Dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris (Matth. VI, 12).
DE GRATIA ET LIBERO ARBITRIO 29. Quanquam tamen Scriptura loquatur: Omne quod natum est ex Deo non peccat (I Joan. III, 9). Sed hoc dictum est de praedestinatis ad vitam: non quod omnino non peccent, sed quod peccatum ipsis non imputetur, quod vel punitur condigna poenitentia, vel in charitate absconditur. Charitas quippe cooperit multitudinem peccatorum (I Petr. IV, 8); et: Beati quorum remissae sunt iniquitates, et quorum tecta sunt peccata; et: Beatus vir cui non imputavit Dominus peccatum (Psal. XXXI 1, 2).


lunedì 3 giugno 2013

X domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 30,6


Salmo 30 (Vulgata/liturgia 29),6:

CEI
la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita
TILC
La sua ira dura un istante,
la sua bontà tutta una vita
NV
ad momentum indignatio eius,
et per vitam voluntas eius
letterale
un istante nella sua collera
una vita nella sua benevolenza

Colletta: tu illumini il mistero del dolore e della morte
con la speranza che splende sul volto del Cristo;
fa’ che nelle prove del nostro cammino
restiamo intimamente uniti alla passione del tuo Figlio,
perché si riveli in noi la potenza della sua risurrezione.

Luca 7,16: Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».

Tommaso d'Aquino: Se talvolta si adira con i suoi, lo fa per correggerli, e la sua collera dura solo per il necessario. Punisce per un momento, e poi è di nuovo benevolo e ridà vita.

Misericordia Dei non est sine justitia; ideo ponit primo justitiam. Secundo misericordiam: justitiam, cum dicit, Quoniam ira. Hic ira accipitur pro effectu irae, idest pro vindicta; indignatio vero non pro commotione irae in Deo, sed pro justitia Dei, secundum quam detestatur impium: quia Sap. 14: Similiter odio sunt Deo impius et impietas ejus; quasi dicat, In indignatione ejus, idest Dei justitia judicante peccata in ira, idest vindicta.
Hieronymus planius, Quoniam ad momentum est ira ejus; quasi dicat, Si aliquando irascatur suis, hoc est ad correctionem brevi tempore: Isa. 54: In momento indignationis abscondi etc. Ezech. 18: Nolo mortem peccatoris morientis. Hieronymus, Vita in propitiatione ejus; quasi dicat, Punit ad momentum, et post repropitiatur, et reddit vitam: Job 5: Percutit, et manus ejus medetur.

L'esperienza umana è fatta di gioia e dolore, salute e malattia, luce e tenebra. Non si tratta di un fato capriccioso e incomprensibile, ma del disegno sapiente di Dio, sempre ispirato dalla sua fedeltà amorosa, anche quando rimprovera e purifica.