giovedì 27 dicembre 2012

Maria SS. Madre di Dio - anno C: Salmo 67,2


Salmo 67,2
Dio abbia pietà di noi e ci benedica
Deus misereatur nostri et benedicat nobis

Galati 4,4-6 Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre!

Questo salmo annuncia la manifestazione del Verbo di Dio tra gli uomini. Il profeta (il salmista) prega per affrettare l’incarnazione, che porterà tutte le benedizioni messianiche e specialmente la conoscenza di Dio (Atanasio).

Nel dono dello Spirito, che ci fa figli per adozione, si realizza ogni misericordiosa benedizione divina.


martedì 25 dicembre 2012

Santa Famiglia - anno C: Salmo 84,5


Salmo 84,5
Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi.
TILC felice chi sta nella tua casa: potrà lodarti senza fine.
Beati, qui habitant in domo tua: in perpetuum laudabunt te.

1Gv 3,2: Noi saremo simili a Dio, perché lo vedremo così come egli è.
"La felicità è abitare nella casa del Signore perché loderemo Dio nei secoli dei secoli" (Eusebio).

Se la famiglia è quasi una "Chiesa domestica",  la casa dove si vive la vita familiare è come un sacramento della casa di Dio, nella quale vediamo Dio divenendo come lui, fatti canto di lode alla sua gloria.




mercoledì 19 dicembre 2012

Natale del Signore, messa del giorno, anno C: Salmo 96,1


Salmo 96,1
CEI: Cantate al Signore un canto nuovo
NV: Cantate Domino canticum novum

Ebrei 1,3: Il Figlio è irradiazione della gloria di Dio (Padre)
La Scrittura ci ricorda costantemente la necessità di cantare Dio.
Il canto di lode non è estetismo, poesia fine a se stessa.
Se lo spettacolo dell’amore di Dio (la sua gloria) non suscita mai canto e apprezzamento entusiastico, vuol dire che non è percepito.

Giovanni 1,14: Noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità
Il canto è res amoris, questione di amore, scrive S. Agostino. Il canto è il mio destino eterno (cf. Ap 15,3). Cantare Dio è il senso della vita. Essa non serve ad altri scopi, a realizzare qualcos’altro, chissà cosa, magari il Regno di Dio! Ma il Regno di Dio è proprio questo: il Regno è canto, e si edifica cantando.


martedì 18 dicembre 2012

IV domenica di avvento - anno C: Salmo 80,19


Facci rivivere (Signore,) e invocheremo il tuo Nome.
Vivificabis nos, et nomen tuum invocabimus.
TILC ridonaci la vita e invocheremo il tuo nome.

Luca 1,41-42 Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!».
Origene: «Colui che ci fa vivere è colui che ha detto: "Io sono la Vita" (Gv 14,6).
Il frutto benedetto del grembo di Maria è la Vita vera che rigenera la nostra vita morta.

Ebrei 10,5-7 Cristo dice: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà».
"Allorché il Salvatore apparirà, noi abbandoneremo gli idoli e non ci allontaneremo più da te" (Eusebio).
La ferma determinazione di cercare vita solo presso Dio - di invocare solo lui - esprime e realizza la liberazione da ogni schiavitù di morte.


domenica 9 dicembre 2012

III domenica di avvento - anno C: Is 12,2 (cf. Es 15,2 e Sal 118,14)


Is 12,2 (cf. Es 15,2 e Sal 118,14)
Mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
TILC Mi dai forza: canterò in tuo onore,
Signore, mio Salvatore.
NV fortitudo mea et laus mea Dominus,
et factus est mihi in salutem

Fil 4,4 Siate sempre lieti nel Signore
Lc 3,16 Giovanni rispose a tutti dicendo: "Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me".

Quando scopro che che la (mia) storia è in mano a Dio e non a potenze estranee, e che sto saldamente nella vita, allora sono nella gioia. Allora canto al Signore. In questo canto, espressione della certezza che “il Signore regna” (Es 15,18), sta l'unica vera possibile forza di salvezza: “mia forza e mio canto è il Signore!” (Es 15,2). Il canto è forza e la forza è canto.
Senza canto, la forza è violenza, cieca autoaffermazione, imposizione. Forza vera è il cantico nuovo dello stupore felice che sgorga dal cuore di fronte alla gloria di Dio.
Senza forza, il canto è allegria inconsistente o semplice estetismo; vuoto stordimento o sensuale degustazione di una bellezza che non libera, ma imprigiona ulteriormente nell'orizzonte mondano.


domenica 2 dicembre 2012

II domenica di avvento, anno C: Salmo 126,5


Salmo 126,5 chi semina nel pianto, raccoglie nella gioia - CEI Chi semina nel pianto mieterà nella gioia! - TILC Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. - NV Qui seminant in lacrimis, in exsultatione metent.
Lc 3,3 Giovanni il Battista percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
S. Ilario: È necessario per noi seminare confessando i peccati. Ci rattristeremo della nostra debolezza, ci lamenteremo e soffriremo nella nostra coscienza, perché non saremo mai in grado di osservare degnamente i precetti di Dio secondo il proposito della volontà. Allora, ciò che avremo seminato nelle lacrime, mieteremo nella gioia. Nell'andare, piangiamo; nel tornare, esulteremo nella letizia, ripieni dei frutti delle nostre opere e carichi dei covoni della messe da noi coltivata, consolati da Cristo, benedetto nei secoli.
Fil 1,9 ... la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento
Ispirandoci ancora a S. Ilario, possiamo dire: c'è semina e semina; una nella carne e una nello spirito (vedi Galati 6,8).
C'è pianto e pianto, il pianto fecondo e quello sterile, uno che produce vita e uno che produce morte. Uno che mi isola e mi ripiega su me stesso, uno che mi apre a Dio e agli altri. C'è una fatica che è schiavitù del mondo e degli idoli, una che porta frutto per il Regno di Dio.
Sto seminando semi di vita o di morte?
Mentre scorre la giornata, mastichiamo la Parola!