sabato 24 maggio 2014

Ascensione del Signore, anno A: Salmo 47,6

CEI Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
TILC Dio procede fra grida di gioia.
Il Signore avanza al suono delle trombe.
NV Ascendit Deus in iubilo,
et Dominus in voce tubae.

Atti 1,9 Mentre lo guardavano, Gesù fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi.
Efesini 1,21-22 Dio risuscitò Gesù dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Matteo 28,18-20 «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Liturgia:
Il Signore Gesù, re della gloria,
vincitore del peccato e della morte,
oggi è salito al cielo tra il coro festoso degli angeli.

Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria.

Beda il Venerabile: Gesù sale al cielo tra le acclamazioni dei discepoli, lieti per la gloria della sua dipartita. Il suono di tromba allude al suo ritorno glorioso per il giudizio, annunziato dagli angeli. (Haec de lectione Evangelii, prout potuimus, exponendo transcurrimus; sed quia in eadem lectione apertum discipulis sensum ad intelligendum Scripturas audivimus, libet de ipsis prophetarum scripturis aliqua ad memoriam reducere, gaudiumque evangelicae solemnitatis etiam propheticae assertionis accumulare ac condire praeconiis. Loquitur ergo de hac solemnitate Psalmista: ‘Ascendit Deus in iubilatione: Dominus in voce tubae’ (Psal. XLVI). Ascendit quippe in iubilatione, quia laetantibus de sublevationis eius gloria discipulis, coelum petit. Ascendit et in voce tubae, quia praeconantibus angelis reditum eius ad iudicandos vivos et mortuos, sedem regni coelestis adiit. - Hom. IX. In Ascensione D.ni.)
Pietro Abelardo: Il Signore è acclamato dal giubilo degli angeli e dei prigionieri che ha liberato, con una vittoria espressa dal suono della tromba. (Hic autem coelos ascendens benedixit discipulis, ut tanto excellentior haec dies habeatur, quanto felicior ex benedictione divina efficitur. Nec solum qui praeibant, verum etiam qui sequebantur, laudes ibi praecinebant. Sic et hodie tam praecedentium angelorum chori quam captivi liberatorem suum sequentes, summa et ineffabili iubilatione victori laudes acclamabant, sicut scriptum est: Ascendit Deus in iubilatione, et Dominus in voce tubae (Psal. XLVI, 6), id est cum signo victoriae. - Sermo XV, In Die Ascensionis)
S. Alfonso Maria de’ Liguori: Ecco come in giubilo ed a suono di trombe ascende al cielo il nostro Salvatore per sua propria virtù, poiché egli è Dio. (Traduzione de' Salmi e de' Cantici)


domenica 18 maggio 2014

VI domenica di Pasqua, anno A: Salmo 66,5

Ruminare i Salmi - Salmo 66 (Vulgata / liturgia 65),5:

CEI Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.
TILC Venite! guardate le meraviglie di Dio,
opere stupende, che meravigliano l'uomo.
NV Venite et videte opera Dei,
terribilis in adinventionibus super filios hominum.
Lett. Venite, vedete le imprese del Signore,
terribile azione sui figli dell’uomo.

At 8,5-6.17 Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. … Pietro e Giovanni imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
1Pt 3,18 Cristo, messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello Spirito (è stato ucciso nel corpo, ma lo Spirito di Dio lo ha fatto risorgere)
Gv 14,16-19 Il Padre vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

Alfonso de’ Liguori: Questo salmo è un ringraziamento del popolo a Dio per la sua liberazione da' nemici. Si applica ai gentili liberati dalla potestà de' demonj. (Traduzione de' Salmi e de' Cantici)

Gregorio Magno: Il profeta ci incita all’umiltà e al timore di Dio, al pensiero che alcuni insuperbiti dalla virtù precipitano nell’inferno, altri sollevandosi dal vizio mediante l’umiltà arrivano al cielo. (Saepe etiam sanctorum cogitationibus ipsa quae habent bona blandiuntur, ut eorum mentes in aliqua sui fiducia elevent; sed protinus ad occulta Dei iudicia, recurrunt, quomodo alii ex virtutibus ad infernum per elationem corruunt, alii ex vitiis correcti ad coelum per humilitatem levantur. Unde nos ad humilitatem revocans Propheta terret et admonet, dicens: ‘Venite, et videte opera Domini, quam terribilis in consiliis super filios hominum’ (Psal. LXV,5). Quis enim digne considerare valeat quantus super nos terror sit consiliorum Dei, quando et alter ex virtutibus in finem tendit ad vitia, et alter ex vitiis in virtutibus concludit finem? Quia iuxta Salomonis vocem: ‘Sunt iusti atque sapientes, et opera eorum in manu Dei’. ‘Nec tamen scit homo utrum amore vel odio dignus sit, sed omnia in futuro servantur incerta’ (Eccle. IX,1), Et: ‘Est via quae videtur hominibus recta, et novissimum eius ducit ad mortem’ (Prov. XIV,12). Haec itaque occulti iudicii profunda cogitare, quid est aliud quam alas deponere, id est de nulla iam virtute confidere, sed sub magno timore trepidare? Sive enim omnipotentis Dei naturam considerent, sive eius iudicia perpendant, trepidant, pertimescunt. Eis ergo quasi alas deponere est virtutes quas habent humiliare. - Homiliae in Ezechielem, VIII,18)

Occorre uscire da sé per contemplare con stupore e umiltà l’opera di Dio che, particolarmente nella predicazione e nei sacramenti, mediante lo Spirito Santo continua l’azione liberatrice del Crocifisso Risorto.


domenica 11 maggio 2014

V domenica di Pasqua, anno A: Salmo 33,4

Ruminare i Salmi - Salmo 33 (Vulgata / liturgia 32),4:

CEI Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
TILC Chiara è la parola del Signore,
sicure sono tutte le sue opere.
NV Rectum est verbum Domini,
et omnia opera eius in fide.

At 6,4 Noi ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola.
1Pt 2,7-8 Onore a voi che credete; ma per quelli che non credono “la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo” e sasso d’inciampo, pietra di scandalo. Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola.
Gv 14,1 Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

Concilio Vaticano II, Dei Verbum 2: Questa economia della Rivelazione comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto. (Haec revelationis oeconomia fit gestis verbisque intrinsece inter se connexis, ita ut opera, in historia salutis a Deo patrata, doctrinam et res verbis significatas manifestent ac corroborent, verba autem opera proclament et mysterium in eis contentum elucident.)

Alfonso de’ Liguori: In questo salmo il salmista esorta i giusti a lodare il Signore, a temere i suoi giudizi ed insieme a confidare nella sua misericordia. …
Il Signore è sincero nelle sue parole, e tutte le sue opere son fedeli, cioè stabili.

Parole e opere del Signore sono pienamente affidabili e solide. Chi su di esse non costruisce, ci sbatte contro. Occorre pertanto fidarsi del Signore, guardandosi bene dal dimenticarle.


sabato 3 maggio 2014

IV domenica di Pasqua, anno A: Salmo 23,4

Ruminare i Salmi - Salmo 23 (Vulgata / liturgia 22),4:

CEI Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
TILC Anche se andassi per la valle più buia,
di nulla avrei paura, perché tu resti al mio fianco
NV Nam et si ambulavero in valle umbrae mortis,
non timebo mala, quoniam tu mecum es.
Lett.: Anche se cammino per una valle oscura di morte,
non temo male, perché tu sei con me.

At 2,38 «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo»
1Pt 2,20-21 Se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati.
Gv 10,10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.

Origene: La valle oscura è la morte fisica, passaggio nel quale il Signore cammina con noi.
Eusebio: La morte fisica è immagine della vera morte, la spirituale. Chi ha il Figlio di Dio come pastore non muore ma, passato dalla morte alla vita, sa di dover passare attraverso la sola immagine della morte.
Pietro di Celle: Quando ricevo l’eucarestia, dico al Signore: “Se cammino nell’ombra di morte non temerò alcun male, perché tu sei con me, con il tuo corpo e il tuo sangue”.(Laetum, securum, magis acutum reddit me hostia sancta, hostia pura, hostia immaculata, quoties a me percepta fuerit. Dico Domino meo Iesu: Si ambulavero in medio umbrae mortis, non timebo mala quoniam tu mecum es (Psal. XXII,4), per corpus et sanguinem tuum. Utinam in hac perceptione praegustarem quam suavis Dominus in regno, qui tam dulcis in exsilio, Iesus Christus Dominus noster. - Sermones, SERMO XXXVII. IN COENA DOMINI IV.)

La grazia battesimale ed eucaristica ci mette in grado di attraversare le varie esperienze di morte insieme al Pastore della vita, emergendone con una vita più abbondante.