domenica 18 maggio 2014

VI domenica di Pasqua, anno A: Salmo 66,5

Ruminare i Salmi - Salmo 66 (Vulgata / liturgia 65),5:

CEI Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.
TILC Venite! guardate le meraviglie di Dio,
opere stupende, che meravigliano l'uomo.
NV Venite et videte opera Dei,
terribilis in adinventionibus super filios hominum.
Lett. Venite, vedete le imprese del Signore,
terribile azione sui figli dell’uomo.

At 8,5-6.17 Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. … Pietro e Giovanni imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
1Pt 3,18 Cristo, messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello Spirito (è stato ucciso nel corpo, ma lo Spirito di Dio lo ha fatto risorgere)
Gv 14,16-19 Il Padre vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

Alfonso de’ Liguori: Questo salmo è un ringraziamento del popolo a Dio per la sua liberazione da' nemici. Si applica ai gentili liberati dalla potestà de' demonj. (Traduzione de' Salmi e de' Cantici)

Gregorio Magno: Il profeta ci incita all’umiltà e al timore di Dio, al pensiero che alcuni insuperbiti dalla virtù precipitano nell’inferno, altri sollevandosi dal vizio mediante l’umiltà arrivano al cielo. (Saepe etiam sanctorum cogitationibus ipsa quae habent bona blandiuntur, ut eorum mentes in aliqua sui fiducia elevent; sed protinus ad occulta Dei iudicia, recurrunt, quomodo alii ex virtutibus ad infernum per elationem corruunt, alii ex vitiis correcti ad coelum per humilitatem levantur. Unde nos ad humilitatem revocans Propheta terret et admonet, dicens: ‘Venite, et videte opera Domini, quam terribilis in consiliis super filios hominum’ (Psal. LXV,5). Quis enim digne considerare valeat quantus super nos terror sit consiliorum Dei, quando et alter ex virtutibus in finem tendit ad vitia, et alter ex vitiis in virtutibus concludit finem? Quia iuxta Salomonis vocem: ‘Sunt iusti atque sapientes, et opera eorum in manu Dei’. ‘Nec tamen scit homo utrum amore vel odio dignus sit, sed omnia in futuro servantur incerta’ (Eccle. IX,1), Et: ‘Est via quae videtur hominibus recta, et novissimum eius ducit ad mortem’ (Prov. XIV,12). Haec itaque occulti iudicii profunda cogitare, quid est aliud quam alas deponere, id est de nulla iam virtute confidere, sed sub magno timore trepidare? Sive enim omnipotentis Dei naturam considerent, sive eius iudicia perpendant, trepidant, pertimescunt. Eis ergo quasi alas deponere est virtutes quas habent humiliare. - Homiliae in Ezechielem, VIII,18)

Occorre uscire da sé per contemplare con stupore e umiltà l’opera di Dio che, particolarmente nella predicazione e nei sacramenti, mediante lo Spirito Santo continua l’azione liberatrice del Crocifisso Risorto.


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