domenica 27 ottobre 2013

XXXI domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 145,14

Ruminare i Salmi - Salmo 145 (Vulgata / liturgia 144),14:

CEI Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
TILC Sostiene chi sta per cadere,
rialza chi è abbattuto.
NV Allevat Dominus omnes, qui corruunt,
et erigit omnes depressos.

* 2 Tessalonicesi 1,11-12 Preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.

* Luca 19,10 Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto.

Giovanni Crisostomo: Se qualcuno non si rialza, la responsabilità non può essere attribuita a Dio, che invece vuole rialzarlo. In questo caso è l'uomo che non vuole stare di nuovo in piedi.

Il Salvatore è attivamente impegnato a rimuovere in noi ogni radice di male e portare a maturazione ogni germe di bene; a rafforzare quanto traballa e risollevare quanto è prostrato.


Tutti i Santi: Salmo 24,3

Ruminare i Salmi - Salmo 24 (Vulgata / liturgia 23),3:

CEI Chi potrà salire il monte del Signore?
TILC Chi è degno di salire al monte del Signore?
NV Quis ascendet in montem Domini?

Apocalisse 7,13-14 Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
Matteo 5,1-2 In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro

Cirillo Alessandrino: Cristo ha salito, da solo, la vera e grande montagna che è il mistero pasquale, la sua morte e risurrezione, arrivando fino al cielo. Sul monte delle beatitudini, egli insegna come si sale con lui.
Girolamo: Il monte del Signore è la Gerusalemme celeste.

Vivendo il travaglio della storia nello spirito delle beatitudini, il santo lava la propria veste nel sangue redentore. Salendo il monte del Signore, partecipa al mistero pasquale di Cristo, fino alla Gerusalemme celeste.


domenica 20 ottobre 2013

XXX domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 34,19


Ruminare i Salmi - Salmo 34, (Vulgata / liturgia 33),19:

CEI Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
TILC Il Signore è vicino a chi ha il cuore affranto,
salva chi ha perso ogni speranza.
NV Iuxta est Dominus iis, qui contrito sunt corde,
et confractos spiritu salvabit.

2Tm 4,16-17 Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato ... Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza.
Lc 18,13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.

S. Bernardo di Clairvaux: un cuore contrito è già quasi un cuore puro; esso è "secondo il cuore di Dio", che "è vicino a chi ha il cuore afflitto".
SERMO XXXIII. De verbis psalmi XXIII, «Quis ascendit in montem Domini?», 4: Hoc est propter quod oportebat Christum pati, et resurgere a mortuis; ut praedicetur in nomine ejus poenitentia, et remissio peccatorum (Lc 24,46-47): et poenitentia ad innocentiam, remissio ad munditiam deputetur. Beatus enim, non in quo non invenerit, sed cui non imputabit Dominus peccatum (Ps. 30,2). Inveni, ait, hominem secundum cor meum (At 13,22). Nunquid ut gloriari possit castum se habere cor? Non; quia stellae non sunt mundae in conspectu ejus (Gb 25,5); sed cor contritum et humiliatum Deus non despiciet (Ps 50,19). Cor contritum proximum cordi mundo; et hoc est esse juxta cor Dei: siquidem prope est his qui tribulato sunt corde. Samaritanus est, proximus ei qui incidit in latrones (Lc 10,30-36). Non jurabit in dolo huic proximo suo, sed faciet quod promisit: Amen dico vobis, sedebitis vos judicantes (Mt 29,28).

Chi, con il cuore afflitto per qualsiasi tristezza o solitudine, e particolarmente per la consapevolezza del proprio peccato, invoca misericordia, trova Dio vicino a sé e sperimenta la sua salvezza.


sabato 12 ottobre 2013

XXIX domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 121,2


Ruminare i Salmi - Salmo 121, (Vulgata / liturgia 120),2:

CEI Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.
NV Auxilium meum a Domino,
qui fecit caelum et terram.

2Timoteo 3,15 conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù
Luca 18,8 Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?

S. Tommaso d'Aquino: La meditazione ha un duplice oggetto: i benefici di Dio, e questo nutre l'amore; e il bisogno che l'uomo ha di Dio, e questo esclude la presunzione di poter fare a meno di Dio, contando unicamente sulle proprie forze.
S. Th. II-II 82,2: Respondeo dicendum quod causa devotionis extrinseca et principalis Deus est; de quo dicit Ambrosius, super Luc., quod 'Deus quos dignatur vocat, et quem vult religiosum facit, et si voluisset, Samaritanos ex indevotis devotos fecisset'. Causa autem intrinseca ex parte nostra, oportet quod sit meditatio seu contemplatio. Dictum est enim quod devotio est quidam voluntatis actus ad hoc quod homo prompte se tradat ad divinum obsequium. Omnis autem actus voluntatis ex aliqua consideratione procedit, eo quod bonum intellectum est obiectum voluntatis, unde et Augustinus dicit, in libro de Trin., quod voluntas oritur ex intelligentia. Et ideo necesse est quod meditatio sit devotionis causa, inquantum scilicet per meditationem homo concipit quod se tradat divino obsequio. Ad quod quidem inducit duplex consideratio. Una quidem quae est ex parte divinae bonitatis et beneficiorum ipsius, secundum illud Psalm., 'mihi adhaerere Deo bonum est, ponere in domino Deo spem meam'. Et haec consideratio excitat dilectionem, quae est proxima devotionis causa. Alia vero est ex parte hominis considerantis suos defectus, ex quibus indiget ut Deo innitatur, secundum illud Psalm., 'levavi oculos meos in montes, unde veniet auxilium mihi. Auxilium meum a domino, qui fecit caelum et terram'. Et haec consideratio excludit praesumptionem, per quam aliquis impeditur ne Deo se subiiciat, dum suae virtuti innititur.

La meditazione della S. Scrittura è essenziale per guarire dall'illusione dell'autosufficienza e nutrire la fede che, sola, salva la vita


domenica 6 ottobre 2013

XXVIII domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 98,1


Ruminare i Salmi - Salmo 98, (Vulgata / liturgia 97),1:

CEI Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
TILC ha vinto con la forza del suo braccio,
il suo potere è senza pari.
NV Salvavit sibi dextera eius,
et brachium sanctum eius.

2Timoteo 2,9 Per il Vangelo io soffro, fino a portare le catene come un malfattore. Ma la Parola di Dio non è incatenata!
Lc 17,19 «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»

Alberto Magno: Il braccio del Signore è Cristo, che ha mostrato la forza di Dio.
Super Iohannem, in cap. 12, vv. 37-38: "Et brachium Domini" hoc est Christus brachium fortitudinis Dei in prodigiis et signis ostensum, "cui" hoc est, quam paucis "revelatum est," ex Judaeis? ... De brachio dicit in Psalmo xcvii,1: Salvavit sibi dextera ejus, et brachium sanctum ejus. Et Psal. cxvii, 16: Dextera Domini fecit virtutem, dextera Domini exaltavit me.

Cristo, braccio santo di Dio, rinnova la sua vittoria
* nella fede che salva
* nella sofferenza per il Vangelo
* nella libertà del Vangelo.