sabato 31 ottobre 2015

XXXII domenica del tempo ordinario, anno B: Salmo 146,6

Ruminare i Salmi - Salmo 146 (Vulgata / liturgia 145),6:

CEI Il Signore rimane fedele per sempre.
TILC [Il Signore] mantiene la sua parola.
NV e V qui custodit veritatem in saeculum.

Ebrei 9,26-28 Una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Marco 12,43-44 «Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Liturgia: O Dio, Padre degli orfani e delle vedove,
... tutti impariamo a donare
sull’esempio di colui che ha donato se stesso,
Gesù Cristo nostro Signore.

Ilario: Non è pensiero fallace la speranza posta nel Creatore del cielo e della terra, che non inganna e rimane assolutamente fedele.
Sed ut ita in istiusmodi reges fiduciam non conferas, in quem sperandum esset ostendit ... Non est caduca cogitatio in regem istiusmodi sperare: et spes illa non interit, quae in Creatorem coeli et terrae et maris et omnis universitatis huius extenditur. Hic sperandus adiutor est, in quo dolus non est. Nam cum, secundum prophetiam, omnis homo mendax sit; veritatem in saeculo solus ille custodit: et custodiens veritatem, iudicium facit ob eos qui patiuntur iniuriam. Beatus ille est, quem adiuvando ex Iacob faciet Israel. Spes eius aeterna est, quia in Creatorem coeli et terrae marisque confidit. Creator autem horum omnium hic et verus et iudex est, et veritatem custodiendo, et faciendo iudicium.
Bruno di Colonia: Come uno che ama qualcosa la custodisce con cura, il Signore è custode rigoroso della verità, e non manda a vuoto la speranza posta in lui.
Ideoque cum tantus sit, in eo sperandum est. Nec vane ponitur spes in eo, qui nempe non ad horam in promissione verus est, sed custodit veritatem in saeculum, id est in aeternum, nunquam scilicet veritatem omittit, sed eam semper diligit, a similitudine viri qui hoc quod diligit bene custodit. Cum igitur in aeternum verus sit et sperantibus in se salutem promiserit, in eo procul dubio sperandum est.

Chi getta la propria vita con, in e per Cristo, sperimenta infallibilmente la sua salvezza.



martedì 13 ottobre 2015

XXX domenica del tempo ordinario, anno B: Salmo 126,4

Ruminare i Salmi - Salmo 126 (Vulgata / liturgia 125),4:

CEI Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
TILC Cambia ancora, Signore, le nostre sorti
come risvegli i torrenti nel deserto.
NV Converte, Domine, captivitatem nostram,
sicut torrentes in austro.
V Converte, Domine, captivitatem nostram,
sicut torrens in austro.

Ebrei 5,5-6 Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo: «Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek».
Marco 10,46-48 Mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Ilario: Scit quidem propheta se liberum; sed tamquam captus Deo subditus est, sive per propriae confessionis disciplinam: quia ubi peccati confessio est, ibi et iustificatio a Deo est; quod in publicano et pharisaeo Dominus testatus est, cum pharisaeus iustum se gloriatus est, publicanus vero pro peccatis orasset, ait enim: Amen dico vobis, quoniam magis iustificatus est publicanus quam pharisaeus (Luc. XVIII, 14). Sive ergo ob id propheta converti captivitatem in commune precatur, seu quod populum omnem a peccatis captum sciebat; et sicut, cum Apostolo (iuxta Apostolum), membro uni corpus omne compatitur (I Cor. XII, 26), ita et populo captivo a peccatis propheta concaptus est.
ps. Massimo di Torino: Ideoque alio in loco patriarcha decantat: Converte, Domine, captivitatem nostram, sicut torrens in austrum (Psal. CXXV). Converte, ait, non averte, id est praesta, Domine, ut qui iam dudum capti a diabolo sumus, tui tandem mereamur esse captivi. Scimus enim quia diabolo esse subiectum peramara conditio est et inexpleta; tibi, Domine, servire iucunditas. Nec ambiguum hoc, fratres, quia ipse Dominus ait: Iugum meum suave est, et onus meum leve (Matth. XI). Idcirco disrumpentes infidelitatis vincula, et proiicientes a cervicibus nostris iugum diaboli, omni cum devotione colla nostra dominico subdamus imperio, quia magnam credentibus confert Evangelii iugum et Christi captivitas suavitatem. (Sermo XLIV, De Ascensione D.ni)
Benedetto XVI: Questo salmo acquistava particolare significato quando veniva cantato nei giorni in cui Israele si sentiva minacciato e impaurito, perché sottomesso di nuovo alla prova. (...) Esso diventava, così, una preghiera del popolo di Dio nel suo itinerario storico, irto di pericoli e di prove, ma sempre aperto alla fiducia in Dio, Salvatore e Liberatore, sostegno dei deboli e degli oppressi.

Nota: L'immagine dei torrenti del Negheb richiama un cambiamento repentino e impensato: i torrenti del deserto del sud, di solito asciutti, a seguito di una pioggia si riempiono improvvisamente d'acqua abbondante. Ciò che fino a un momento prima era arido, si riempie di vita.

Gridiamo a Gesù, costituito dal Padre sacerdote supremo, perché ci restituisca alla vita e alla luce.


giovedì 8 ottobre 2015

XXIX domenica del tempo ordinario, anno B: Salmo 33,20

Ruminare i Salmi - Salmo 33 (Vulgata / liturgia 32),20:

CEI L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
TILC Noi speriamo nel Signore:
è lui che ci aiuta e ci protegge.
NV e V Anima nostra sustinet Dominum,
quoniam adiutor et protector noster est.

Ebrei 4,15-16 Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
Marco 10,43-44 Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.

Bruno di Colonia: Sapendo che gli occhi del Signore sono su di noi, lo attendiamo con perseveranza; e sappiamo che tale fiducia non è vuota, perché abbiamo già dei pegni: egli ci aiuta a operare bene e ci protegge nelle tribolazioni.
Ergo quia oculi Domini sunt super metuentes eum, ut eruet et alat; anima nostra sustinet, id est patienter expectat Dominum. Et hoc bona fiducia, cum inde iam arrham habeat, hanc scilicet: Quoniam adiutor ad bene operandum, et protector noster est, ne cadamus in tribulationibus.
Tommaso d'Aquino: Se Dio ci manda qualche prova, da un lato sopportiamo con pazienza, dall'altro attendiamo con fiducia, in quanto abbiamo fatto l'esperienza della sua benevolenza e nutriamo la speranza nella realizzazione delle promesse.
Consequenter cum dicit, Anima, ostendit quis effectus sequitur in istis ex hac consideratione. Et est duplex. Primus effectus sperandi. Secundus orandi, ibi, Fiat misericordia tua etc. Circa primum duo facit. Primo enim ostendit, quomodo in eis consurgit effectus spei. Secundo assignatur ratio, ibi, Quoniam adjutor. Dicit ergo ita, Oculi Domini super metuentes eum etc. Et ideo Anima nostra sustinet Dominum, idest si qua mala nobis a Deo immittuntur, patienter sustineamus. Jac. 1: Sufferentiam Job audistis. Item expectando ejus promissa. Sustinet ergo punientem et promittentem. Et est duplex ratio. Una est propter experientiam beneficiorum; alia vero propter spem futurorum, ibi, In eo laetabitur. Experientia beneficiorum est in bonorum promotione; unde dicit, Quoniam adjutor. Item in protectione a malis; et ideo dicit, Et protector.

Nella sua prova, Gesù prende l'ultimo posto, quello del servizio, continuando ad attendere il Padre e a confidare nella sua fedeltà. Glorificato, è divenuto per noi sorgente della misericordia e motivo di piena fiducia.


domenica 4 ottobre 2015

XXVIII domenica del tempo ordinario, anno B: Salmo 90,12

Ruminare i Salmi - Salmo 90 (Vulgata / liturgia 89),12:

CEI Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
TILC Facci capire che abbiamo i giorni contati,
allora troveremo la vera saggezza.
NV Dinumerare dies nostros sic doce nos,
ut inducamus cor ad sapientiam.
V Dexteram tuam sic notam fac,
et eruditos corde in sapientia.

Ebrei 4,12 La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Marco 10,23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».

Liturgia: O Dio, nostro Padre,
che scruti i sentimenti e i pensieri dell’uomo,
non c’è creatura che possa nascondersi davanti a te;
penetra nei nostri cuori
con la spada della tua parola,
perché alla luce della tua sapienza
possiamo valutare le cose terrene ed eterne,
e diventare liberi e poveri per il tuo regno.

Benedetta Bianchi Porro: Io so che, in fondo alla via, Gesù mi aspetta. Prima nella poltrona, ora nel letto che è la mia dimora, ho trovato una sapienza più grande di quella degli uomini. Ho trovato che Dio esiste ed è amore, fedeltà, gioia, certezza, fino alla consumazione dei secoli (...) la vita è breve, passa velocemente. Tutto è una brevissima passerella, pericolosa per chi vuole sfrenatamente godere, ma sicura per chi coopera con lui, per giungere in Patria.