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domenica 19 maggio 2013

SS. Trinità, anno C: Salmo 8,6a


Salmo 8,6a:

CEI 2008 Davvero l'hai fatto poco meno di un dio
CEI 1974 Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli
TILC L'hai fatto di poco inferiore a un dio
NV Minuisti eum paulo minus ab angelis
LXX ἠλάττωσας αὐτὸν βραχύ τι παρ᾽ἀγγέλους

Il Concilio Vaticano II cita questo passo in Gaudium et Spes 12, dove si domanda:
Quid est autem homo? Che cos'è l'uomo?
Molte opinioni egli ha espresso ed esprime sul proprio conto, opinioni varie ed anche contrarie, secondo le quali spesso o si esalta così da fare di sé una regola assoluta, o si abbassa fino alla disperazione, finendo in tal modo nel dubbio e nell'angoscia. ...
La Bibbia insegna che l'uomo è stato creato «ad immagine di Dio» capace di conoscere e di amare il suo Creatore, e che fu costituito da lui sopra tutte le creature terrene quale signore di esse, per governarle e servirsene a gloria di Dio.
Multas opiniones de seipso protulit et profert, varias et etiam contrarias, quibus saepe vel se tamquam absolutam regulam exaltat vel usque ad desperationem deprimit, exinde anceps et anxius. ... Sacrae enim Litterae docent hominem "ad imaginem Dei" creatum esse, capacem suum Creatorem cognoscendi et amandi, ab eo tamquam dominum super omnes creaturas terrenas constitutum, ut eas regeret, eisque uteretur, glorificans Deum.

La nostra esistenza sta in bilico tra animalità e divinità, tra ciò che è più e ciò che è meno dell’umanità (...) L'uomo sta "un poco più in basso degli angeli" (Sal 8,5) e un poco più in alto delle bestie. Come un pendolo, egli oscilla avanti e indietro sotto l’azione combinata della gravità e dell’impulso, la forza di gravità del suo egoismo e l'impulso del divino, di una visione contemplata nella vicinanza di Dio ma nelle tenebre della carne e del sangue. Trascurando il nostro impegno verso questa visione, non riusciamo più a capire il significato della nostra esistenza" (A. J. Heschel, Meditazione sul salmo 8).


domenica 12 maggio 2013

Pentecoste, anno C: Salmo 104,31b


Salmo 104 (Vulgata/liturgia 103),31b:

CEI: Gioisca il Signore delle sue opere.
TILC: Gioisci, Signore, per le tue opere!
NV: Laetetur Dominus in operibus suis

Romani 8,9: Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Giovanni 14,23: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Atanasio: Dio gioirà quando avrà operato la salvezza di tutti.
Efrem il Siro: Amiamoci gli uni gli altri; e quando Dio vedrà la nostra leale e genuina comunione, allora gioirà delle sue opere.

Il dono dello Spirito Santo ci consente di prendere parte alla gioia del Signore (cf. Mt 25,21.23), gioia per la sua opera creatrice (cf. Gen 1,4.10 etc.) e per il Regno che viene (cf. Mc 11,10).



domenica 5 maggio 2013

Ascensione del Signore, anno C: Salmo 47,8

Salmo 47 (Vulgata/liturgia 46),8:

CEI: Dio è re di tutta la terra
NV: rex omnis terrae Deus

Ebrei 10,23: Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso
Luca 24,47: nel nome di Cristo saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati

S. Tommaso d'Aquino: Il trono spetta a Cristo in quanto Dio e in quanto uomo che, vincendo, si è seduto sul trono del Padre suo. Il salmo ci invita a onorare col canto questa duplice regalità.

* Competit autem thronus Christo secundum naturam divinam, inquantum est Deus, Ps. XLVI, 8: rex omnis terrae Deus, sed secundum quod homo, convenit sibi ex merito passionis, victoriae, et resurrectionis. Apoc. c. III, 21: qui vicerit, dabo ei sedere mecum in throno meo, sicut ego vici et sedi in throno patris mei cum eo. (Super Epistolam B. Pauli ad Hebraeos lectura)
* Et dicit bis, psallite psallite, quia eodem honore honoramus humanitatem et divinitatem in Christo: quia idem suppositum est: Joan. 5: omnes honorificent filium sicut honorificant patrem. Et quod sit psallendum ostendit, quia est, rex omnis terrae Deus. (In psalmos Davidis expositio)

Sulla duplice regalità di Cristo la Chiesa fonda la propria speranza di condividere la gloria del Signore e la predicazione della buona notizia della pace con Dio.

ù

giovedì 2 maggio 2013

VI Domenica di Pasqua, anno C: Salmo 67,6


Ruminare i Salmi - Salmo 67 (Vulgata/liturgia 66),6:

CEI Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
NV: Confiteantur tibi populi, Deus; confiteantur tibi populi omnes.

Ap 21,13: A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.

Antifona d'ingresso (cf. Isaia 48,20):
Con voce di giubilo date il grande annunzio,
fatelo giungere ai confini del mondo:
il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia.

Isaia 48,20
Uscite da Babilonia,
fuggite dai Caldei;
annunziatelo con voce di gioia,
diffondetelo,
fatelo giungere fino all'estremità della terra.
Dite: "Il Signore ha riscattato
il suo servo Giacobbe".

La buona notizia di Gesù morto e risorto, proclamata gioiosamente dalla Chiesa, induce i popoli ad abbandonare Babilonia ed entrare in Gerusalemme, per cantarvi il canto della lode cosmica.


domenica 21 aprile 2013

V Domenica di Pasqua, anno C: Salmo 145,9


Salmo 145 (Vulgata/liturgia 144),9:

CEI Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
TILC Il Signore è buono con tutti, ha misericordia per ogni creatura.
NV Suavis Dominus universis, et miserationes eius super omnia opera eius.
LXX χρηστὸς κύριος τοῖς σύμπασιν καὶ οἱ οἰκτιρμοὶ αὐτοῦ ἐπὶ πάντα τὰ ἔργα αὐτοῦ

At 14,27 Appena arrivati (ad Antiochia), (Paolo e Barnaba) riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.
Ap 21,4-5 «Non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».
Gv 13,34 Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Dio ha dato origine all'universo per effondere il suo amore su tutte le creature, in particolare sulla intera famiglia umana. Questo amore, accolto nella fede, diviene amore interpersonale, e realizza già ora la vittoria sulla vecchiezza delle logiche mondane e sulla morte della separazione, nell'attesa che della vittoria completa nel rinnovamento dell'universo.


lunedì 15 aprile 2013

Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida


Ecco in proposito un grazioso testo di Henriette Marie Luise von Hayn (1724-1782), autrice di numerosi testi per canti religiosi, espressione del pietismo protestante. Il suo Lied più famoso è Weil ich Jesu Schäflein bin (Visto che sono una pecorella di Gesù), nel quale si respira un'incantevole atmosfera di luminosa semplicità:

1. 
Weil ich Jesu Schäflein bin,
freu' ich mich nur immerhin
über meinen guten Hirten,
der mich wohl weiß zu bewirten,
der mich liebet, der mich kennt
und bei meinem Namen nennt. 

2. 
Unter seinem sanften Stab
geh' ich aus und ein und hab'
unaussprechlich süße Weide,
daß ich keinen Mangel leide;
Und sooft ich durstig bin,
führt er mich zum Brunnquell hin. 

3. 
Sollt' ich denn nicht fröhlich sein,
ich beglücktes Schäfelein?
Denn nach diesen schönen Tagen
werd' ich endlich heimgetragen
in des Hirten Arm und Schoß:
Amen, ja mein Glück ist groß!

1.
Visto che sono una pecorella di Gesù,
sempre e comunque resto contenta
del mio buon pastore,
che ben sa come pascermi,
mi ama, mi conosce
e mi chiama per nome.

2.
Guidata dal suo mite bastone
entro ed esco, trovando
pascoli indicibilmente soavi,
sì che non soffro alcuna penuria;
e quando ho sete
ad una sorgente mi conduce.

3.
Perché mai non dovrei essere felice,
fortunata pecorella che sono?
E dopo questi bei giorni,
a casa sarò infine ricondotta,
tra le braccia del pastore e nel suo seno.
Amen, grande davvero è la mia felicità!

domenica 14 aprile 2013

IV Domenica di Pasqua, anno C: Salmo 100,3

Ruminare i Salmi - Salmo 100 (Vulgata/liturgia 99),3


CEI (Noi siamo) suo popolo e gregge del suo pascolo.
TILC siamo il suo popolo, il gregge che egli guida.
NV populus eius et oves pascuae eius.

Ap 7,16-17 Non avranno più fame né avranno più sete,
non li colpirà il sole né arsura alcuna,
perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono,
sarà il loro pastore
e li guiderà alle fonti delle acque della vita.

Gv 10,28 Le mie pecore non andranno perdute in eterno

S. Alberto Magno: Nos populus pascuae ejus, et oves manus ejus, hoc est, simplices ad obediendum - Siamo pecore che egli guida, pronte a obbedire con semplicità

La docilità alla voce del Pastore e alla sua Parola ci salva dalla disidratazione spirituale, la carenza di acqua viva che risecchisce e inaridisce il cuore