sabato 7 settembre 2013

XXIV domenica del tempo ordinario, anno C: Salmo 51,1


Ruminare i Salmi - Salmo 51, (Vulgata / liturgia 50),1:

CEI Pietà di me, o Dio, nel tuo amore
NV Miserere mei, Deus, secundum misericordiam tuam
LXX ἐλέησόν με ὁ θεός κατὰ τὸ μέγα ἔλεός σου

1Timoteo 1,15: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io
Luca 15,4: Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?

Alfonso Maria de' Liguori: O Gesù mio, voglio chiamarti sempre Gesù; il tuo nome mi consola e mi dà animo, ricordandomi che tu sei il mio Salvatore, morto per salvarmi. Eccomi a' piedi tuoi, io confesso che sono reo di tanti inferni, per quante volte ti ho offeso con peccato mortale. Io non merito perdono; ma tu sei morto per perdonarmi. «Recordare Iesu pie, quod sum causa tuae viae» - "Ricorda, o pio Gesù, che per cercare me ti sei messo cammino". Presto Gesù mio, perdonami, prima di venire a giudicarmi. Allora non ti potrò più chiedere pietà: ora posso domandartela, e la spero. Allora le tue piaghe mi spaventeranno, ma ora mi dan confidenza. Caro mio Redentore, mi pento più d'ogni male di aver offesa la tua bontà infinita. Preferisco accettare ogni pena, ogni perdita, che perdere la grazia tua. T'amo con tutto il mio cuore. Abbi pietà di me: «Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam» - "Pietà di me, o Dio, nel tuo grande amore". (Apparecchio alla Morte, Considerazione XXIV, Del giudizio particolare, punto 1)

L'affidamento alla misericordia è il sentimento col quale dobbiamo entrare nella morte. Secondo la visione tradizionale, una volta entrata nella morte, l'anima perde la capacità di disporre di sé e non può far altro che seguire il percorso determinato dalla propria condizione spirituale.


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