lunedì 7 dicembre 2015

III domenica di avvento, ufficio delle letture

Dai Discorsi di sant'Agostino, vescovo (Disc. 293,3; PL 1328-9)

3. Giovanni la voce, il Signore, invece, in principio era il Verbo. Giovanni voce nel tempo, Cristo in principio Parola eterna. Togli la parola, che cos'è la voce? Non ha nulla di intellegibile, è strepito a vuoto. La voce, senza la parola, colpisce l'orecchio, non apporta nulla alla mente. Nondimeno, proprio nell'edificazione della nostra mente, ci rendiamo conto dell'ordine delle cose. Se penso a quel che dirò, la parola è già dentro di me; ma, volendo parlare a te, cerco in qual modo sia anche nella tua mente ciò che è già nella mia. Cercando come possa arrivare a te e trovar posto nella tua mente la parola che occupa già la mia, mi servo della voce e, mediante la voce, ti parlo. Il suono della voce ti reca l'intelligenza della parola; appena il suono della voce ti ha recato l'intelligenza della parola, il suono stesso passa oltre; ma la parola, a te recata dal suono, è ormai nella tua mente e non si è allontanata dalla mia. Perciò il suono, proprio il suono, quando la parola è penetrata in te, non ti sembra dire: Egli deve crescere ed io, invece, diminuire? La sonorità della voce ha vibrato nel far servizio, quindi si è allontanata, come per dire: Questa mia gioia è completa. Conserviamo la parola, badiamo a non perdere la parola concepita nel profondo dell'essere. Vuoi aver la prova che la voce passa e il Verbo rimane? Dov'è ora il battesimo di Giovanni? Egli adempì il suo servizio e scomparve. Ora si accorre con frequenza al Battesimo di Cristo. Tutti siamo credenti in Cristo, speriamo salvezza in Cristo: questo annunziò la voce. E poiché è certo difficile distinguere la parola dalla voce, anche lo stesso Giovanni fu ritenuto il Cristo. La voce fu creduta la Parola: ma la voce riconobbe se stessa per non recare danno alla Parola. Disse: Io non sono il Cristo, né Elia, né un profeta. Gli fu chiesto: Dunque, chi sei? Io sono - disse - la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via al Signore. Voce di uno che grida nel deserto, voce di uno che rompe il silenzio. Preparate la via al Signore, quasi a dire: per questo io grido, per introdurre lui nel cuore; ma non può degnarsi di venire per dove voglio introdurlo se non preparerete la via. Che vuol dire: preparate la via, se non: elevate suppliche degne? Che vuoi dire: preparate la via, se non: siate umili nei vostri pensieri? Da lui stesso prendete esempio di umiltà. È ritenuto il Cristo, afferma di non essere quel che viene creduto, né sfrutta per il suo prestigio l'errore altrui. Se avesse detto: Sono io il Cristo, con quanta facilità egli non avrebbe convinto, dal momento che se ne aveva la persuasione prima ancora che parlasse? Non lo disse: si riconobbe, si distinse, si umiliò. Avvertì dov'era per lui la salvezza: comprese di essere lucerna ed ebbe timore perché non venisse spenta dal vento della superbia.
(traduzione: Nuova Biblioteca Agostiniana)

3. Vox Ioannes, Dominus autem in principio erat Verbum. Ioannes vox ad tempus, Christus Verbum in principio aeternum. Tolle verbum, quid est vox? Ubi nullus est intellectus, inanis est strepitus. Vox sine verbo aurem pulsat, cor non aedificat. Verumtamen in ipso corde nostro aedificando advertamus ordinem rerum. Si cogito quid dicam, iam verbum est in corde meo: sed loqui ad te volens, quaero quemadmodum sit etiam in corde tuo, quod iam est in meo. Hoc quaerens quomodo ad te perveniat, et in corde tuo insideat verbum quod iam est in corde meo, assumo vocem, et assumpta voce loquor tibi: sonus vocis ducit ad te intellectum verbi: et cum ad te duxit sonus vocis intellectum verbi, sonus quidem ipse pertransit; verbum autem quod ad te sonus perduxit, iam est in corde tuo, nec recessit a meo. Sonus ergo, transacto verbo ad te, nonne tibi videtur dicere sonus ipse: Illum oportet crescere, me autem minui? Sonus vocis strepuit in ministerium, et abiit, quasi dicens: Hoc gaudium meum completum est. Verbum teneamus, verbum medullitus conceptum non amittamus. Vis videre vocem transeuntem, et Verbi divinitatem manentem? Baptismus Ioannis modo ubi est? Ministravit, et abiit. Christi nunc Baptismus frequentatur. Omnes in Christum credimus, salutem in Christo speramus: hoc sonuit vox. Nam quia discernere difficile est a voce verbum, et ipse Ioannes putatus est Christus. Vox verbum putata est: sed agnovit se vox, ne offenderet verbum. Non sum, inquit: Christus, nec Elias, nec propheta. Responsum est: Tu ergo quis es? Ego sum, inquit, vox clamantis in eremo, Parate viam Domino. Vox clamantis in eremo, vox rumpentis silentium. Parate viam Domino, tamquam diceret, Ego ideo sono, ut illum in cor introducam: sed quo introducam non dignatur venire, nisi viam praeparetis. Quid est: Viam parate; nisi, congrue supplicate? Quid est: Viam parate; nisi, humiliter cogitate? Ab ipso accipite humilitatis exemplum. Putatur Christus, dicit se non esse quod putatur, nec ad suum fastum errorem assumit alienum. Si diceret: Ego sum Christus; quam facillime crederetur, qui antequam diceret, credebatur? Non dixit: agnovit se, distinxit se, humiliavit se. Vidit ubi haberet salutem: lucernam se intellexit, et ne exstingueretur vento superbiae timuit.

La lettura comprende l'intero n. 3 del sermone 293, "per il Natale di S. Giovanni il Battista", cioè per la festa del suo martirio, già allora (siamo nel 413) celebrata in occidente il 24 giugno. Tenuto a Cartagine nella Basilica Maiorum (probabilmente l'odierna località Mcidfa), dove si conservavano le reliquie delle sante Perpetua e Felicita e dei loro compagni, martirizzati nel 203 (cf. Vittore di Vita, Storia della persecuzione vandala I,9), il sermone sviluppa una ricca lettura teologica della figura di Giovanni il Battista. Eccone un sommario:

1. Paragone tra le nascite di Giovanni e Cristo.
2. Giovanni è come un limite tra Antica e Nuova Alleanza.
3. Giovanni è la voce, Cristo la Parola.
4. Perché era opportuno che un santo così grande rendesse testimonianza al Messia.
5. Cristo è Dio incarnato.
6. Fu conveniente che il più grande fra gli uomini rendesse testimonianza a Dio nascosto nella carne.
7. Nelle nozze di Cristo, Giovanni è l'amico dello sposo, che in quanto uomo è mediatore.
8. La grazia che passa attraverso il Mediatore è indispensabile a tutti.
9. Tutti sono morti in Adamo, tutti ricevono vita in Cristo.
10. Anche i bambini hanno bisogno del Salvatore.
11. Cristo è Gesù - cioè Salvatore - anche per i bambini.
12. Giovanni stesso, nato con la colpa, ha avuto bisogno del Salvatore.

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