mercoledì 23 dicembre 2015

1 gennaio, Maria SS. Madre di Dio, ufficio delle letture

Dalle Lettere di sant'Atanasio, vescovo (Epistola ad Epitteto 5-9)

5. (…) Σπέρματος γὰρ Ἀβραὰμ ἐπιλαμβάνεται, ὡς εἶπεν ὁ Ἀπόστολος· ὅθεν ὤφειλε κατὰ πάντα τοῖς ἀδελφοῖς ὁμοιωθῆναι, καὶ λαβεῖν ὅμοιον ἡμιν σῶμα. Διὰ τοῦτο γοῦν καὶ ὑπόκειται ἀληθῶς ἡ Μαρία, ἱν'ἐξ αὐτῆς τοῦτο λἀβῃ, καὶ ὡς ἴδιον ὑπὲρ ἡμῶν αὐτὸ προσενέγκῃ. (…)
Διὸ καὶ τοῦ τίκτειν μνημονεύει ἡ Γραφὴ, καί φησιν· Ἐσπαργάνωσε· καὶ ἐμακαρίζοντο μαστοὶ, οὕς ἐθήλασε, καὶ προσενέχθη θυσία, ὡς διανοίξαντος τοῦ τεχθέντος τὴν μήτραν. Καὶ ὁ Γαβριὴλ δὲ ἀσφαλῶς εὐηγγελίζετο αὐτῇ, λἐγων οὐχ ἁπλῶς, τὸ γεννώμενον ἐν σοὶ, ἱνα μὴ ἔξωθεν ἐπεισαγόμενον αὐτῇ, σῶμα νομισθῇ· ἀλλ'ἐκ σοῦ, ἵν'ἐξ αὐτῆς φύσει τὸ γεννώμενον εἶναι πιστευθῇ. (…)
6. (…) Καὶ ἐγένετο οὕτως, ἵνα, τὰ ἡμῶν αὐτὸς δεχόμενος, καὶ προσενεγκὼν εἰς θυσίαν, ἐξαφανίσῃ, καὶ λοιπὸν τοῖς ἐσυτοῦ περιβαλὼν ἡμᾶς, ποιήσῃ τὸν Ἀπόστολον εἰπεῖν· Δεῖ τὸ φθαρτὸν τοῦτο ἐνδύσασθαι ἀφθαρσίαν, καὶ τὸ θνητὸν τοῦτο ἐνδύσασθαι ἀθανασίαν.
7. Οὐ θέσει δὲ ταῦτα ἐγίνετο, μὴ γένοιτο, ὥς τινες πάλιν ὑπέλαβον· ἀλλ'ὄντως ἀληθείᾳ ἀνθρώπον γενομένου τοῦ Σωτῆρος, ὅλου τοῦ ἀνθρώπου σωτηρία ἐγίνετο. Ἀλλὰ μὴν οὐ φαντασία ἡ σωτηρία ἡμῶν, οὐδὲ σώματος μόνου, ἀλλ'ὅλου τοῦ ἀνθρώπου, ψυχῆς καὶ σώματος ἀληθῶς, ἡ σωτηρία γέγονεν ἐν αὐτῷ τῷ Λόγω. Ἀνθρώπινον ἄρα φύσει τὸ ἐκ τῆς Μαρίας κατὰ τὰς θείας Γραφὰς, καὶ ἀληθινὸν ἦν τὸ σῶμα τοῦ Κυρίου· ἀληθινὸν δὲ ἦν, ἐπεὶ ταὐτὸν ἦν τῷ ἡμετέρῳ· ἀδελφὴ γὰρ ἡμῶν ἡ Μαρία, ἐπεὶ καὶ πάντες ἐκ τοῦ Ἀδάμ ἐσμεν. (…)
8. (…) Τὸ γὰρ παρὰ τῷ Ἰωάννῃ λεγόμενον· ὁ Λόγος σὰρξ ἐγένετο, ταύτην ἔχει τὴν διάνοιαν, καθὼς καὶ ἐκ τοῦ ὁμοίου τοῦτο δυνατὸν εὑρεῖν· γέγραπται γὰρ παρὰ τῷ Παύλῳ· Χριστὸς ὑπὲρ ἡμῶν γέγονε κατάρα. (…)
9. (…) μᾶλλον γὰρ αὐτῷ τῷ ἀνθρωπίνῳ σώματι προσθήκη μεγάλη γέγονεν ἐκ τῆς τοῦ Λόγου πρὸς αὐτὸ κοινωνίας τε καὶ ἑνώσεως· ἀπὸ γὰρ θνητοῦ γέγονεν ἀθάνατον· καὶ ψυχικὸν ὄν, γέγονε πνευματικὸν, καὶ ἐκ γῆς γενόμενον, τὰς οὐρανίους διέβη πύλας. Ἡ μέντοι Τριάς, καὶ λαβόντος ἐκ Μαρίας σῶμα τοῦ Λόγου, Τριάς ἐστιν, οὐ δεχομένη προσθήκην, οὐδὲ ἀφαίρεσιν· ἀλλ'ἀεὶ τελεία ἐστὶ, καὶ ἐν Τριάδι μία θεότης γινώσκεται, καὶ οὕτως ἐν τῇ Ἐκκλησίᾳ εἷς θεὸς κηρύσσεται, ὁ τοῦ Λόγου Πατήρ.

Epitteto, vescovo di Corinto, aveva posto ad Atanasio una serie di domande su alcune idee in circolazione. Queste le espressioni problematiche:

1. il corpo da Maria è consustanziale con la Trinità
2. il Logos si è mutato nel corpo
3. l'incarnazione avviene mediante una thesis (positivo atto di adozione)
4. sulla croce è morta la divinità
5. il corpo di Gesù viene dall'essenza divina
6. se il corpo è da Maria, la Trinità diventa quaternità
7. il corpo non è più recente della divinità
8. non è figlio di Maria per il corpo
9. il crocifisso non è il Logos
10. il Logos è sopraggiunto su un santo
11. Logos e Gesù sono cose diverse
12. Logos e Figlio sono cose diverse

Come si vede, alcune sbagliavano nel senso della confusione tra le due nature (nn. 1, 2, 4, 5, 6, 7, 8), altre nel senso opposto, della separazione (nn. 3, 9, 10, 11, 12).
La lettura LO riunisce una serie di pezzetti tratti dai nn. 5-9 della lettera con la quale Atanasio risponde a Epitteto. Siamo intorno all'anno 367. Poiché la lettura è molto tagliuzzata, riporto tra parentesi quadre il senso di parti mancanti del discorso, in modo da cogliere meglio lo svolgimento logico.
Un'ultima annotazione: "adozione", in greco θέσις - che significa posizione, deposizione, deposito, situazione, tesi, ma anche appunto adozione e naturalizzazione -, indica un atto di libera volontà (distinto quindi da un atto naturale o necessario) mediante il quale il Padre avrebbe adottato Gesù come Figlio; cf. nella medesima epistola il n. 2: θέσει καὶ οὐ φύσει (per adozione e non per natura).
Ed ecco la traduzione italiana:

[Se il corpo da Maria è consustanziale con la Trinità, allora Dio si prende cura di se stesso. Se il Logos si è mutato nel corpo, non avrebbe avuto alcun bisogno di espiare per se stesso]

5. (…) Il Verbo di Dio, come dice l'Apostolo, «della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli» (Eb 2,16-17) e prendere un corpo simile al nostro. Per questo dunque è veramente costituita anche Maria, perché da lei Cristo prendesse questo corpo e lo offrisse come suo proprio per noi.

[Segni della vera maternità di Maria]

Perciò la Scrittura, quando parla della nascita, dice: «Lo avvolse in fasce» (Lc 2,7) e fu detto «beato» il seno da cui prese il latte; e, nato come primogenito, fu offerto in sacrificio.

[Altri segni della vera maternità di Maria]

E Gabriele senza fallo diede il buon annunzio a Maria non dicendole semplicemente «colui che nascerà in te», perché non si pensasse a un corpo estraneo, ma: «da te» (Lc 1,35), perché si credesse che colui che ella generava aveva origine proprio da lei.

[Il Verbo non si è mutato nel corpo, ma ha assunto il corpo; esso non è corpo-Logos ma il corpo del Logos]

6. Il Verbo, accogliendo ciò che era nostro, lo offrì in sacrificio e lo distrusse. Poi rivestì noi di quanto era suo, secondo quanto dice l'Apostolo: «Bisogna che questo corpo corruttibile si vesta d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità» (1Cor 15,53).

7. Ciò non avvenne certo per adozione, come alcuni invece suppongono: divenuto veramente uomo, il Salvatore fu salvezza di tutto l'uomo.

[In tal caso, anche la nostra salvezza e risurrezione sarebbe solo un fatto ideale]

In nessuna maniera la nostra salvezza può dirsi immaginaria, né solo per il corpo: nello stesso Verbo si è veramente realizzata la salvezza di tutto l'uomo, corpo e anima.
Veramente umana era la natura che nacque da Maria, secondo le Scritture, e realmente umano il corpo del Signore, perché del tutto identico al nostro: Maria è infatti nostra sorella poiché tutti abbiamo origine in Adamo.

[Apparizione postpasquale in Lc 24,36-43. Il Logos non si è trasformato nella carne, ma è nato nella carne]

8. Ciò che leggiamo in Giovanni, «il Verbo si fece carne» (Gv 1,14), ha questo significato, come si capisce da altre parole simili. Sta scritto infatti in Paolo: «per noi divenne lui stesso maledizione» (Gal 3,13).

[Propriamente, non è divenuto maledizione, ma ha accolto la nostra maledizione. L'incarnazione, così concepita, non costituisce un'aggiunta alla Trinità, un suo accrescimento]

9. Piuttosto, in questa intima unione del Verbo il corpo umano stesso ricevette un accrescimento grande: da mortale divenne immortale; da psichico spirituale; fatto di terra, è entrato nel regno del cielo. Benché il Verbo abbia preso un corpo mortale da Maria, la Trinità è rimasta in se stessa qual era, senza nessuna aggiunta o sottrazione: assoluta perfezione, Trinità e unica divinità. E così nella Chiesa si proclama un solo Dio Padre del Verbo.

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