domenica 22 novembre 2015

Ruminare i salmi: siamo alla conclusione

Caro amico, cara amica,
iniziato tre anni fa, il percorso di 'Ruminar salmi' finisce. Il ciclo liturgico è completato, e questo è sufficiente. E' stato un bell'arricchimento per me e, spero, anche per te. Chi vuole, continuerà da solo. Ecco tre testi utili per approfondire:
* Una monaca cistercense, La Parola ruminata, Ed. Paoline, 2000
* Franco Mosconi, Ruminare la Scrittura. Introduzione alla Lectio divina, Ed. Il Margine 2010.
* Clodovis Boff, Come fare meditazione. Il metodo della «ruminazione», Ed. Paoline 2010.

Grazie per questo tratto percorso insieme e auguri per il tuo cammino! Ti lascio con questo testo di S. Agostino (Esposizione sul Salmo 141,1):

«"Un tesoro desiderabile è riposto nella bocca del sapiente; lo stolto viceversa se lo inghiotte" (Pr 21,20). Esortiamo pertanto la vostra Carità a nascondere - ci si permetta la parola - nel ventre della memoria le cose ascoltate: meditatele ancora e col pensiero in certo qual modo ruminatele. Questo infatti è il senso della massima: Un tesoro desiderabile è riposto nella bocca del sapiente; lo stolto viceversa se lo inghiotte. Avrebbe potuto dire più succintamente: il sapiente rumina, lo stolto no. Questo ruminare poi, a volerlo dire con chiarezza e con termini latini, che significa? Il sapiente ripensa alle cose ascoltate, lo stolto se ne scorda. Né per altro motivo nella Legge vengon chiamati mondi gli animali che ruminano e immondi quelli che non ruminano, se è vero che in se stesso ogni essere creato da Dio è mondo. Dinanzi a Dio creatore il porco è mondo alla stessa maniera dell'agnello. Tutte le cose create erano infatti assai buone e, come dice l'Apostolo, ogni creatura di Dio è buona, e ancora: Tutto è puro per chi è puro. In se stessi dunque e per natura porco e agnello sono mondi; come simboli invece l'agnello rappresenta qualcosa di puro, il porco al contrario qualcosa di impuro. L'agnello rappresenta l'innocenza del saggio che medita, il porco il sudiciume dello stolto che dimentica.»

Thesaurus desiderabilis requiescit in ore sapientis; vir autem stultus glutit illum. Unde admonemus Caritatem vestram ut ea quae audiendo tamquam ventre memoriae conditis, rursus revolvendo et cogitando quodammodo ruminetis. Hoc est enim: Thesaurus desiderabilis requiescit in ore sapientis; vir autem stultus glutit illum: breviter dixit: Sapiens ruminat, stultus non ruminat. Hoc autem aperte et latine quid est? Sapiens cogitat ea quae audierit; stultus autem audita oblivioni tradit. Neque enim propter aliud in Lege, munda ea dicta sunt animalia quae ruminant, immunda quae non ruminant: nam creatura Dei omnis munda est. Artifici Deo tam mundus est porcus quam agnus. Creavit enim omnia bona valde: et: Omnis creatura Dei bona est, dicit Apostolus; et: Omnia munda mundis. Cum ergo in natura utrumque sit mundum; significatione tamen agnus significat aliquid mundum, porcus significat aliquid immundum: agnus significat innocentiam sapientiae ruminantis; porcus significat immunditiam stultitiae obliviscentis.

La versione CEI del versetto che Agostino commenta, recita: "Tesori preziosi e profumi sono nella dimora del saggio, ma l'uomo stolto dilapida tutto". Il testo è piuttosto diverso! Nondimeno si può mantenere il senso: ricordando e tenendo in sé quanto ha ascoltato, il sapiente ha in casa i tesori e i profumi della Parola di Dio; mentre lo stolto, nella dissipazione, ne dilapida le ricchezze.
Chi ha orecchi, ascolti... e rumini!

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