venerdì 10 aprile 2015

III domenica di Pasqua, anno B: Salmo 4,9

Ruminare i Salmi - Salmo 4,9:

CEI In pace mi corico e subito mi addormento,
perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare.
TILC Tu solo, Signore, mi dai sicurezza:
mi corico tranquillo e m'addormento.
NV e V In pace in idipsum dormiam et requiescam,
quoniam tu, Domine, singulariter in spe constituisti me.

Luca 24,44-48 Poi Gesù disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Bernardo di Clairvaux: I santi del paradiso godono di pace colma di speranza, ed esultano per la sicura attesa del compimento del disegno divino.
Quanta est felicitas eorum, quam immensa laetitia! qui nimirum triplici gaudio, de recordatione transactae virtutis, de exhibitione praesentis quietis, de certa exspectatione futurae consummationis exsultant. Nam de futura illa consummatione habemus vocem eorum in fine ejus psalmi, de quo superius loquebamur. Dicunt enim singulae animae, quibus jam datum est ad hanc requiem pervenire: In pace in idipsum dormiam et requiescam; quoniam tu, Domine, singulariter in spe constituisti me. Singulariter, inquam, in spe, non jam inter spem et metum, ubi prius non sine sollicitudine et anxietate plurima fluctuabam. (In Festo Omnium Sanctorum, Sermo II. De statu sanctorum ante resurrectionem,2)

S. Alfonso Maria de' Liguori, Apparecchio alla Morte:
* La morte a' Santi non è castigo, ma premio: «Cum dederit dilectis suis somnum, ecce hereditas Domini» (Ps. 126,2). La morte di chi ama Dio, non si chiama morte, ma sonno, sicché ben egli potrà dire: «In pace in idipsum dormiam, et requiescam» (Ps. 4,9). (IX,2)
* Oh, che pace è il morire abbandonato, e riposando nelle braccia di Gesù Cristo, che ci ha amati sino alla morte, ed ha voluto far egli una morte amara, per ottenere a noi una morte dolce e consolata! (VIII,1)
* Gesù, tu sei la mia speranza; da te spero da oggi innanzi di star sempre unito alla divina volontà: essa sarà la mia guida, il mio desiderio, il mio amore e la mia pace. In quella voglio sempre vivere, e riposare. «In pace in idipsum dormiam, et requiescam». Dirò sempre in tutto ciò che mi avverrà: Dio mio, così hai voluto tu, così voglio io: Dio mio, voglio solo quel che vuoi tu; si faccia in me sempre la tua volontà, «fiat voluntas tua». Gesù mio, per i tuoi meriti concedimi la grazia ch'io ti ripeta sempre questo bel detto d'amore: «Fiat voluntas tua, fiat voluntas tua». (XXXVI,2)

Gesù crocifisso e risorto, annunziato in tutta la Scrittura, è la nostra fiduciosa pace: nella vita terrena, nella morte, nella vita eterna.



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