mercoledì 3 marzo 2010

7 marzo 2010 - III domenica di quaresima

1Cor 10,1-6.10-12
Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto. Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono.
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Non mormorate, come mormorarono alcuni di loro, e caddero vittime dello sterminatore. Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per nostro ammonimento, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.

1 Οὐ θέλω γὰρ ὑμᾶς ἀγνοεῖν, ἀδελφοί, ὅτι οἱ πατέρες ἡμῶν πάντες ὑπὸ τὴν νεφέλην ἦσαν καὶ πάντες διὰ τῆς θαλάσσης διῆλθον, 2 καὶ πάντες εἰς τὸν Μωϋσῆν ἐβαπτίσθησαν ἐν τῇ νεφέλῃ καὶ ἐν τῇ θαλάσσῃ, 3 καὶ πάντες τὸ αὐτὸ πνευματικὸν βρῶμα ἔφαγον, 4 καὶ πάντες τὸ αὐτὸ πνευματικὸν ἔπιον πόμα: ἔπινον γὰρ ἐκ πνευματικῆς ἀκολουθούσης πέτρας: ἡ πέτρα δὲ ἦν ὁ Χριστός. 5 ἀλλ' οὐκ ἐν τοῖς πλείοσιν αὐτῶν εὐδόκησεν ὁ θεός, κατεστρώθησαν γὰρ ἐν τῇ ἐρήμῳ. 6 ταῦτα δὲ τύποι ἡμῶν ἐγενήθησαν, εἰς τὸ μὴ εἶναι ἡμᾶς ἐπιθυμητὰς κακῶν, καθὼς κἀκεῖνοι ἐπεθύμησαν.
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10 μηδὲ γογγύζετε, καθάπερ τινὲς αὐτῶν ἐγόγγυσαν, καὶ ἀπώλοντο ὑπὸ τοῦ ὀλοθρευτοῦ. 11 ταῦτα δὲ τυπικῶς συνέβαινεν ἐκείνοις, ἐγράφη δὲ πρὸς νουθεσίαν ἡμῶν, εἰς οὓς τὰ τέλη τῶν αἰώνων κατήντηκεν. 12 ὥστε ὁ δοκῶν ἑστάναι βλεπέτω μὴ πέσῃ.

L'idea centrale sta al v. 12: nessuno deve sentirsi arrivato, al sicuro dal rischio di non arrivare alla meta. In questo siamo facilmente fuorviati da una aspirazione fortemente radicata in noi: il desiderio di sicurezza, di potersi dire: "questo bene, il mio bene (qualunque esso sia) non posso più perderlo, mi è definitivamente garantito". Questo corrisponde al desiderio di autosufficienza, caratteristico della "carne", ossia dell'uomo senza Dio. Tale aspirazione può anche tradursi sul piano della vita spirituale. Paolo parla dei sacramenti (battesimo e Eucaristia, rispettivamente corrispondenti nell'Esodo a nube/mare e cibo/bevanda): essi non ci sono dati per fermarsi prima del tempo, ma per camminare; non per alimentare la nostra falsa sicurezza, ma la vera. Perché esiste pure una vera sicurezza, anche nel cammino presente (tutti i mali sono contraffazioni del bene). La buona sicurezza è data dal far centro e conto su Dio, e si manifesta come mancanza di ansia. Ma niente affatto come mancanza di cautela e concentrazione. Poiché la massima attenzione è necessaria proprio per questo: per vigilare che il nostro punto di appoggio sia proprio Dio, e non qualcos'altro (nemmeno i sacramenti come tali). Se ciò si dà per scontato e l'attenzione cala, inevitabilmente torneremo a riporre la nostra fiducia "nella carne" (Fil 3,3-4). E la caduta è imminente.

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