venerdì 15 gennaio 2010

24 gennaio 2010 - III domenica del tempo ordinario

1Corinti 12,12-30
12 Καθάπερ γὰρ τὸ σῶμα ἕν ἐστιν καὶ μέλη πολλὰ ἔχει, πάντα δὲ τὰ μέλη τοῦ σώματος πολλὰ ὄντα ἕν ἐστιν σῶμα, οὕτως καὶ ὁ Χριστός: 13 καὶ γὰρ ἐν ἑνὶ πνεύματι ἡμεῖς πάντες εἰς ἓν σῶμα ἐβαπτίσθημεν, εἴτε Ἰουδαῖοι εἴτε Ελληνες, εἴτε δοῦλοι εἴτε ἐλεύθεροι, καὶ πάντες ἓν πνεῦμα ἐποτίσθημεν. 14 καὶ γὰρ τὸ σῶμα οὐκ ἔστιν ἓν μέλος ἀλλὰ πολλά.
[...] 24 [...] ὁ θεὸς συνεκέρασεν τὸ σῶμα, τῷ ὑστερουμένῳ περισσοτέραν δοὺς τιμήν, 25 ἵνα μὴ ᾖ σχίσμα ἐν τῷ σώματι, ἀλλὰ τὸ αὐτὸ ὑπὲρ ἀλλήλων μεριμνῶσιν τὰ μέλη. 26 καὶ εἴτε πάσχει ἓν μέλος, συμπάσχει πάντα τὰ μέλη: εἴτε δοξάζεται [ἓν] μέλος, συγχαίρει πάντα τὰ μέλη. 27 Ὑμεῖς δέ ἐστε σῶμα Χριστοῦ καὶ μέλη ἐκ μέρους.
12 Come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. 13 Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. 14 E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. [...] 24 [...] Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, 25 perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. 26 Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. 27 Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra.

Ognuno vorrebbe essere autosufficiente, ma ha bisogno degli altri; vorrebbe essere "corpo", ma è solo membro. Come risolvere questo problema?
La prospettiva carnale vede tante membra staccate, che non formano alcun corpo: esse perciò muoiono. La sola possibile dinamica verso una specie di unità è quella del potere, dove il corpo oscilla tra l'irrealtà e il monismo (="un solo membro"). I rapporti sono determinati dal potere, per il quale rapino il bene altrui e/o sono da altri rapinato del mio; scarico il mio male sugli altri e/o sono essi a scaricare il loro male su di me.
Essere battezzati significa essere tolti da questa atmosfera di morte ed essere "immersi nello Spirito, verso un corpo" (v. 13). Ognuno, con le sue differenze, ha "bevuto lo stesso Spirito" (ibidem), che genera un corpo solo con molte membra. Il tuo bene/male è mio, il mio bene/male è tuo. Ciò significa concretamente: il forte serve il debole, il grande il piccolo. Solo così ogni membro, per la sua parte, è corpo. E vive.

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