mercoledì 6 gennaio 2010

10 gennaio 2010 - Battesimo del Signore

Tito 2,11-14:
E' apparsa infatti la gratuità di Dio, salvifica per tutti gli uomini, che ci educa a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere nel mondo attuale con sobrietà, giustizia e pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo, che ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni illegalità e purificare per sé un popolo come sua particolare proprietà, zelante nelle buone opere.

11 Ἐπεφάνη γὰρ ἡ χάρις τοῦ θεοῦ σωτήριος πᾶσιν ἀνθρώποις, 12 παιδεύουσα ἡμᾶς ἵνα ἀρνησάμενοι τὴν ἀσέβειαν καὶ τὰς κοσμικὰς ἐπιθυμίας σωφρόνως καὶ δικαίως καὶ εὐσεβῶς ζήσωμεν ἐν τῷ νῦν αἰῶνι, 13 προσδεχόμενοι τὴν μακαρίαν ἐλπίδα καὶ ἐπιφάνειαν τῆς δόξης τοῦ μεγάλου θεοῦ καὶ σωτῆρος ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ, 14 ὃς ἔδωκεν ἑαυτὸν ὑπὲρ ἡμῶν ἵνα λυτρώσηται ἡμᾶς ἀπὸ πάσης ἀνομίας καὶ καθαρίσῃ ἑαυτῷ λαὸν περιούσιον, ζηλωτὴν καλῶν ἔργων.

"In principio" sta la manifestazione della gratuità di Dio, apparsa in Gesù "che ha dato se stesso per noi". Da questa apparizione scaturisce un cambiamento. Pur senza schematizzare troppo, si può vederlo in tre campi:
- il rapporto con se stessi: dai desideri mondani alla sobrietà
- il rapporto con gli altri: dall’illegalità alla giustizia
- il rapporto con Dio: dall’empietà alla pietà.

Adesso c'è un criterio che giudica le mie pulsioni, e per questo posso smettere di prevaricare gli altri; finalmente ho un rapporto corretto con Dio. Solo in questa prospettiva può nascere la speranza, ovvero posso relativizzare "questo attuale mondo", non più teatro obbligato dell'autoaffermazione ad ogni costo.

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