domenica 24 agosto 2014

XXII domenica del tempo ordinario, anno A: Salmo 63,2

Ruminare i Salmi - Salmo 63 (Vulgata / liturgia 62),2:

CEI Ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
TILC Sono assetato di te,
ti desidero con tutto me stesso:
sono terra arida, secca, senz'acqua.
NV Sitivit in te anima mea,
te desideravit caro mea.
In terra deserta et arida et inaquosa.
V Sitivit in te anima mea; quam multipliciter tibi caro mea!
In terra deserta, et invia, et inaquosa.

Romani 12,2 Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Matteo 16,25 Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Ambrogio: Il santo non sa desiderare altro che la salvezza di Dio, che è Gesù Cristo, al quale tende con tutte le forze; e quanto più l’anima desidera, tanto più viene meno, ma di un venir meno che è - paradossalmente - un rafforzamento interiore. L’assetato desidera ardentemente la fonte d’acqua e nient’altro, e da questo stesso desiderio viene alimentato.
“Defecit in salutare tuum anima mea”. Etenim spiritui adhaerens anima deficit ab eo quod est anima, et fit unus spiritus: quoniam qui adhaeret Domino, unus spiritus est [I Cor. 6,17]. Itaque sanctus et timens Deum, nescit aliud desiderare, nisi salutare Dei, quod est Christus Iesus. Illum concupiscit, illum desiderat, ad illum totis intendit viribus, illum gremio mentis fovet, illi se aperit et effundit: et hoc solum veretur, ne illum possit amittere. Itaque quanto maiore desiderio exercitata fuerit anima cupiens adhaerere salutari suo, tanto magis deficit. Ergo ista defectio imminutionem quidem fragilitatis, sed assumptionem virtutis operatur. Denique ipse alibi dicens: Sitivit in te anima mea [Psal. 62,2]; subiecit infra: Adhaesit anima mea post te: me suscepit dextera tua (Ibid.,9). Qui enim sitit, cupit semper adhaerere fonti, nec aliud sibi nisi aquam expetere et contingere videtur, ut ipso pascatur affectu. (In Psalmum David CXVIII Expositio XI,4)

Gregorio Magno: L’anima è assetata di vedere Dio, la carne di risorgere.
Sitivit in te anima mea, quam multipliciter et caro mea. Sitit anima ut Deum videat; caro quid sitit, nisi ut resurgat? - Homiliae in Ezechielem 2, Hom. VIII, 6.

Alfonso M. de’ Liguori: Mio Dio, l’anima mia di Te ha sete, e con tanta avidità che l'affetto anche nel mio corpo ridonda. In questa terra deserta, in cui non vi è né via né acqua, io mi presento a Te.

Nei desideri di questo mondo si cerca la vita e invece la si perde.
Nel desiderio di Dio si perde la vita e la si ritrova.
Chi desidera Dio, si lascia cambiare per essergli gradito in ogni cosa.


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