lunedì 13 agosto 2012

19 agosto 2012 - XX domenica del tempo ordinario


Efesini 5,15
Fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi.
Βλέπετε οὖν ἀκριβῶς πῶς περιπατεῖτε, μὴ ὡς ἄσοφοι ἀλλ' ὡς σοφοί.
Videte itaque, fratres, quomodo caute ambuletis, non quasi insipientes, sed ut sapientes.

Alla prudenza è necessaria la cautela? La domanda sembra incomprensibile oggi, perché le due cose, per una distorsione che ora non ci mettiamo a illustrare, sono diventate sinonime. Non così per Tommaso, per il quale prudenza è la capacità di fare le scelte pratiche che sono realmente virtuose, buone. Alla nostra questione Tommaso risponde sì: l'uomo prudente deve essere cauto; non per guardarsi dagli atti di virtù: ma per cautelarsi da ciò che potrebbe impedire codesti atti (cautio non est necessaria in moralibus actibus ut aliquis sibi caveat ab actibus virtutum, sed ut sibi caveat ab eis per quae actus virtutum impediri possunt, ad 1). Ossia, l'uomo prudente NON è cauto nel fare il bene (facciamo il bene ma non troppo, non si sa mai...) ma esattamente in senso contrario: sta attento per fare il massimo bene possibile...

IIª-IIae q. 49 a. 8
Videtur quod cautio non debeat poni pars prudentiae.
SEMBRA che la cautela non sia da considerarsi come parte della prudenza.
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Sed contra est quod apostolus dicit, ad Ephes. V, videte quomodo caute ambuletis.
IN CONTRARIO: L'Apostolo scrive agli Efesini: "State attenti a camminare con cautela".

Respondeo dicendum quod ea circa quae est prudentia sunt contingentia operabilia, in quibus, sicut verum potest admisceri falso, ita et malum bono, propter multiformitatem huiusmodi operabilium, in quibus bona plerumque impediuntur a malis, et mala habent speciem boni. Et ideo necessaria est cautio ad prudentiam, ut sic accipiantur bona quod vitentur mala.
RISPONDO: Le cose di cui si occupa la prudenza sono le azioni contingenti eseguibili, nelle quali può esserci mescolanza di bene e di male come di vero e di falso, per la varietà di codeste operazioni, in cui spesso il bene è impedito dal male, e il male può avere l'aspetto di bene. Perciò la prudenza deve armarsi di cautela, in modo da cogliere il bene, evitando il male.
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