venerdì 22 gennaio 2010

31 gennaio 2010 - IV domenica del tempo ordinario

A commento del famoso inno paolino alla carità (1Cor 12,31-13,13), riporto un altro inno alla carità, che si legge in un'altra epistola indirizzata ugualmente alla comunità di Corinto dal papa Clemente sul finire del I secolo, e che in alcuni punti richiama quello paolino.

49,1. Chi ha la carità in Cristo pratichi i suoi comandamenti.
2. Chi può spiegare il vincolo della carità di Dio? 
3. Chi è capace di esprimere l'imponenza della sua bellezza?
4. L'altezza alla quale conduce la carità è ineffabile.
5. La carità ci unisce a Dio: "La carità copre la moltitudine dei peccati" (1Pt 4,8). La carità tutto soffre, tutto sopporta. Nulla di volgare, nulla di superbo nella carità. La carità non conosce divisioni, non si ribella, tutto compie nella concordia. Nella carità tutti gli eletti di Dio sono divenuti perfetti. Senza carità nulla è accetto a Dio.
6. Nella carità il Signore ci ha accolti. Per la carità avuta per noi, Gesù Cristo nostro Signore, in comunione con la volontà di Dio, ha dato per noi il suo sangue, la sua carne per la nostra carne e la sua vita per la nostra vita.
50,1. Vedete, carissimi, come è grande e meravigliosa la carità, e alla sua perfezione non c'è commento sufficiente.
2. Chi è capace di trovarsi in essa se non quelli che Dio ha reso degni? Preghiamo dunque e chiediamo alla sua misericordia perché siamo riconosciuti nella carità, senza
propensioni umane, irreprensibili.
3. Tutte le generazioni, da Adamo sino ad oggi, sono passate, ma quelli che secondo la grazia di Dio sono stati resi perfetti nella carità occupano il coro dei pii, che saranno manifestati al momento della visita di Cristo.
4. Infatti è scritto: "Entrate nelle vostre stanze per pochissimo, finché passi la mia ira e il mio furore (Is 26,20); mi ricorderò del giorno buono e vi risusciterò dai vostri sepolcri (Ez 37,12)".
5. Siamo beati, carissimi, se eseguiamo i comandamenti di Dio nella concordia della carità, perché per la carità ci siano rimessi i peccati.
6. E' scritto: "Beati quelli cui furono rimesse le malvagità e i cui peccati sono stati coperti; beato l'uomo del quale il Signore non considererà il peccato, nè sulla sua bocca c'è inganno" (Sal 32,1-2).
7. Questa beatitudine è per quelli che Dio ha eletto per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. A lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

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