venerdì 17 luglio 2009

Semplici o doppi?

In un articolo odierno scrive G. Zagrebelsky:
Gesù di Nazareth impartisce ai discepoli due comandamenti, all'apparenza contraddittori: "Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno" (Mt 5, 36) e "siate avveduti (phronimòi) come serpenti" (Mt 10, 16). Da un lato, dunque, rispecchiare la verità, né più né meno; dall'altro, usare la lingua biforcuta del "più astuto tra tutti gli animali" (Gn 3, 1). Come si scioglie la contraddizione? In un modo molto interessante per la nostra questione. Il primo comandamento vale nei rapporti tra leali appartenenti alla stessa cerchia, in quel caso i credenti nella medesima parola di Dio ("avete inteso che fu detto ..., ma io vi dico"). Il secondo vale quando le pecore (i discepoli) sono inviati in mezzo ai lupi, gli uomini dai quali devono "guardarsi" con accortezza.
Ritengo questa esegesi del tutto erronea.
1. Basta leggere l'intero versetto: "Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe". Aggiunge immediatamente "semplici come colombe": si concilia questo con l'essere "doppi"? Notare che "semplice" significa appunto "non mescolato, puro, senza malizia, non doppio".
2. Phronimos non significa affatto "doppio" e menzognero, mai. Significa "intelligente, saggio, accorto, avveduto, furbo", che è ben diverso. Hai esempi di questa "astuzia in Mt 7,24 (l'uomo che costruisce sulla roccia) e nella parabola delle 10 vergini (Mt 25, 1 e avanti), 5 delle quali sono appunto "prudenti". L'unico esempio che potrebbe dare qualche appiglio (solo apparente) all'esegesi in questione è Lc 16,8: il fattore infedele che furbescamente si mette in salvo è un esempio di astuzia. Questo passo è l'unico dove phronimos è legato a un comportamento fraudolento. Ma è evidente che Gesù non sta dicendo di fare come i "figli di questo mondo" nell'ingannare, ma nell'essere ben svegli.
3. "Guardarsi con accortezza" dai lupi non equivale, evidentemente, a dire falsità.
4. Non esiste nel resto del Vangelo nessuna traccia di questa doppia moralità, né Gesù l'ha mai praticata.

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