lunedì 4 maggio 2009

Il mondo futuro

Πρὸς οὖν τὸν ἐξ ἀναστάσεως βίον καταρτίζων ἡμᾶς ὁ Κύριος, τὴν εὐαγγελικὴν πᾶσαν ἐκτίθεται πολιτείαν, τὸ ἀόργητον, τὸ ἀνεξίκακον, τὸ φιληδονίας ἀῥῥύπωτον, τὸ ἀφιλάργυρον τοῦ τρόπου νομοθετῶν· ὥστε ἅπερ ὁ αἰὼν ἐκεῖνος κατὰ τὴν φύσιν κέκτηται, ταῦτα προλαβόντας ἡμᾶς ἐκ προαιρέσεως κατορθοῦν. Εἰ τοίνυν τις ὁριζόμενος εἴποι τὸ Εύαγγέλιον εἶναι τοῦ ἐξ ἀναστάσεως βίου προδιατύπωσιν, οὐκ ἄν μοι δοκῇ τοῦ προσήκοντος ἁμαρτεῖν.

Rendendoci atti a quella vita che nasce dalla risurrezione, il Signore ci propone tutto uno stile di vita evangelico, prescrivendo che non ci adiriamo, che siamo pazienti nelle avversità e puri dall'attaccamento ai piaceri e al denaro. In tal modo ciò che quel mondo possiede per natura, lo realizziamo in anticipo già qui con la nostra scelta. Se si volesse dare una sintesi, non mi sembrerebbe sbagliato dire: il Vangelo è prefigurazione della vita che scaturisce dalla risurrezione. (S. Basilio, Lo Spirito Santo 15,35)

Singolare che l'ultima frase ("Se si volesse...") sia stata eliminata nella lettura del breviario (IV settimana di pasqua, lunedi, ufficio delle letture): rappresenta infatti la sintesi - peraltro efficace - di quanto è stato detto. Προδιατύπωσις è predisposizione e prefigurazione. Chi vive il Vangelo si predispone al mondo futuro, e lo rappresenta già ora in modo articolato. 

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