lunedì 23 febbraio 2009

L'Anticristo

L'Anticristo mira a gestire ogni uomo sotto ogni aspetto, a creare una situazione in cui - dietro lo schermo del progresso - non si abbia più il controllo di niente, nemmeno delle cose più elementari, e si dipenda sempre più integralmente da una organizzazione impersonale.
A tal fine impiega - e piega - il potere politico, economico, ideologico.
E' dotato di straordinarie capacità tecnologiche e scientifiche.
Promette salvezza subito: attendere è indegno dell'uomo.
Persegue i propri obiettivi prospettando all'umanità la soluzione dei suoi problemi: è un filantropo. Ma filantropo di massa: non guarda al singolo, non ha riguardo per la persona, gli interessa solo la massa. Perciò non ha nemmeno rispetto per la vita. 
Cerca la pace, se necessario imponendola.
E' di larghe vedute, e quindi esige che si abbandoni ogni rigidità dogmatica. Perciò non tollera chi rifiuta di sistemare il proprio dio in una delle nicchie del Pantheon comune.
Cerca di sovvertire ogni tradizione, sempre troppo impastata di credenze arcaiche che inducono inutili contrapposizioni.
Incoraggia ogni uomo a sentirsi dio: dipendere da qualcun altro è rimanere nella vecchia minorità spirituale.
Fa amabilmente notare che il Cristo - come un canale che porta acqua - è solo via, mezzo, tramite di qualcosa d'altro. E ciò che conta è l'acqua, non il canale. I canali sono tanti, l'acqua è una. E la porta proprio lui: l'Anticristo.

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