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Il "Natale in casa Cupiello" di Latella

Per chi allestisce come per lo spettatore, questa commedia è difficile, per l'ovvio condizionamento costituito dalle celebri realizzazioni, teatrali e televisive, curate dal suo stesso autore. Latella è entrato gagliardamente nella mischia, sottoponendo il testo a un intenso lavorìo che ha dato esito a una rappresentazione originale, che probabilmente ha lasciato delusi, o almeno perplessi, quanti sono andati a teatro con il semplice intento di godersi una commedia alla quale sono affezionati. Se Eduardo scruta i suoi personaggi con sguardo bonario e indulgente, qui si ha una presa di distanza, l'azione appare quasi osservata e analizzata con una sorta di freddezza cerebrale. La messa in scena delimita con chiarezza le tre parti del dramma. Più propriamente "rappresentata", la parte centrale ne è anche il nucleo originario ed essenziale. La prima parte è proposta quasi come semplice lettura di un testo scritto per il teatro, comprese le didascalie, a sottolineare da ...

16 novembre, Santa Geltrude (Gertrude) la Grande, vergine (memoria facoltativa) - ufficio delle letture

La Liturgia delle Ore ci presenta una passo del Legatus Divinae Pietatis , "L'Araldo del Divino Amore", noto anche come "Rivelazioni di S. Gertrude", testo in cinque libri dei quali solo il secondo, dal quale è tratta la lettura, redatto nel 1289, è di mano di Gertrude. Il c. XXIII è un ringraziamento che presenta una sintesi dei favori da lei ricevuti. XXIII. Gratiarum actio, cum expositione diversorum beneficiorum, quam cum orationibus tam praecedentibus quam subsequentibus statutis temporibus prout potuit devotius legere consuevit. 1. Benedicat tibi anima mea, Domine Deus, Creator meus; benedicat tibi anima mea et ex medullis intimarum mearum confiteantur tibi miserationes tuae, quibus incontinentissima pietas tua tam indebite circumvenit me, [o dulcissime amator meus]. Gratias ago, ut undecumque possum, immensae misericordiae tuae, cum qua laudans glorifico longanimem patientiam tuam, qua dissimulasti, cum annos omnes infantiae et pueritiae, adulescenti...

Esaltazione della S. Croce, ufficio delle letture

Nel discorso I per la festa dell'Esaltazione della S. Croce di S. Andrea di Creta, si legge un passo che non risulta immediatamente perspicuo (PG 97, 1020D): Διὰ τοῦτο μέγα τι χρῆμα καὶ τίμιον ὁ σταυρός. Μέγα μὲν, ὅτι πολλὰ δι'αὐτὸν τῶν ἀγαθῶν κατωρθώθη, καὶ τοσούτῳ πολλὰ, ὅσῳ καὶ τὰ Χριστοῦ θαύματα καὶ παθήματα κατὰ παντὸς ἔχει λόγου τὰ νικητήρια. Il problema è come intendere κατὰ παντὸς ἔχει λόγου τὰ νικητήρια. Gretser - Combefis : Magna igitur et pretiosa res crux est. Magna quidem, quia multa per ipsam bona effecta sunt; et tanto plura quanto magis Christi miraculis et cruciatibus potiores partes tribuendae sunt. LO : È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo. Qui LO sembra dipendere dalla traduzione latina di PG (come probabilmente avviene spesso), ovviamente confondend...

Natività della B. V. Maria, ufficio delle letture

Di Andrea di Creta (per una breve nota biografica si veda qui ) ci restano quattro omelie per la festa della Natività di Maria, che apre l'anno liturgico bizantino. LO ci propone alcuni passi della I (PG 97, 806-810): in quanto primo evento connesso direttamente con l'incarnazione, la nascita di Maria rappresenta una pietra di confine tra Antica e Nuova Alleanza, prefigurazione e realizzazione, legge e grazia, lettera e spirito. […] Τέλος γὰρ νόμου, Χριστός· οὐ μᾶλλον ἡμᾶς ἀπάγων τοῦ γράμματος, ὅσον ἐπανάγων ἐπὶ τὸ πνεῦμα. Τοῦτο γὰρ ἠ τελείωσις, κατὰ αὐτὸς ὁ τοῦ νόμου δοτὴρ ἅπαντα συμπεράνας, ἐπὶ τὸ πνεῦμα τὸ γράμμα μετήνεγκεν, ἀνακεφαλαιώσας εἰς ἑαυτὸν τὰ πάντα, καὶ διαιτήσας νόμῳ τῇ χαριτι. Καὶ τὸν μὲν ὑποζεύξας, τὴν δὲ συνάψας ἐναρμονίως· οὐ φύρας τὰ θατέρου πρὸς θάτερον ἴδια, μετοχετεύσας δὲ καὶ λίαν θεοπρεπῶς, ἐπὶ τὸ κοῦφόν τε καὶ ἐλευθέριον ὅσον δυσαχθές τε καὶ δοῦλον, καὶ ὑποχείριον· ἵνα μηκέτι ὦμεν ὑπὸ τὰ στοιχεῖα τοῦ κόσμου δεδουλωμένοι, καθώς φησιν ὁ Ἀπόστολος, μηδὲ...

Diciottesima Domenica del Tempo Ordinario, ufficio delle letture

In effetti la Lettera di Barnaba è uno scritto non facile, denso, anche oscuro. Pertanto la traduzione LO si preoccupa giustamente di chiarirlo... in modo che davvero non si capisca più nulla! Così si legge sul breviario: "Tre sono le grandi realtà rivelate dal Signore: la speranza della vita, inizio e fine della nostra fede; la salvezza, inizio e fine del piano di Dio; il suo desiderio di farci felici, pegno e promessa di tutti i suoi interventi salvifici." (1,6) Sfido chiunque a capirci qualcosa. Il greco dice: Τρία οὖν δόγματά ἐστιν κυρίου· ζωῆς ἐλπίς, ἀρχὴ καὶ τέλος πίστεως ἡμῶν, καὶ δικαιοσύνη, κρίσεως ἀρχὴ καὶ τέλος, ἀγάπη, εὐφροσύνης καὶ ἀγαλλιάσεως ἔργων ἐν δικαιοσύνῃ μαρτυρία. Così traduce Omero Soffritti ( La Lettera di Barnaba , EP 1974, p. 68): "Ordunque, tre sono i principi del Signore: speranza di vita [è] inizio e fine della nostra fede; giustizia, inizio e fine di giudizio; amore di gioia e d'allegrezza (=amore gioioso), testimonianza di op...

9 agosto, festa di Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, vergine e martire, compatrona d'Europa (1891-1942), ufficio delle letture

Nel novembre del 1940 la Priora del Carmelo affida a sr. Teresa Benedetta della Croce il compito di fare uno studio su S. Giovanni della Croce, per la ricorrenza del 400.mo della nascita del dottore carmelitano (1542). La Stein ci lavorò fino al momento del suo arresto, il 2 agosto del 1942. Per tale motivo, lo scritto - Kreuzeswissenschaft . Studie über Joannes a Cruce , in italiano conosciuto come Scientia Crucis - non ebbe una revisione complessiva e può considerarsi relativamente incompiuto. Lo studio su S. Giovanni della Croce è per lei occasione per continuare ad approfondire la sua filosofia della persona, su ciò che significa "io, libertà, persona". Al centro del libro sta il simbolo della croce, che occupa un posto centrale nello stesso percorso esistenziale della Stein. Non per caso il suo nome in religione era "della Croce": ella avrebbe accettato la sofferenza e la morte come partecipazione alle sofferenze del Cristo. La traduzione LO, tanto per ca...

SS. Trinità, ufficio delle letture

Le quattro epistole scritte durante il terzo esilio (356-362) da Atanasio a Serapione, vescovo di Thmuis (delta del Nilo), riguardano la dottrina dello Spirito Santo. Atanasio vi combatte l'idea (eretica) secondo la quale lo Spirito Santo è creatura, una sorta di primo Angelo. L' epistola I ha questa struttura: A prologo B1 confutazione dell'esegesi ereticale di alcuni passi della Scrittura B2 confutazione teologica delle posizioni ereticali C1 insegnamento della Scrittura sullo Spirito Santo C2 insegnamento della tradizione sullo Spirito Santo D epilogo. La lettura LO è tratta dalla sezione C2 (nn. 28-32), esposizione della dottrina teologica sullo Spirito Santo. Atanasio illustra la dottrina trinitaria, ove si tratta di tenere in equilibrio da un lato l'unità, per la quale tutto è ugualmente divino, unica l'operazione: la Trinità è "identica in se stessa e indivisibile nella natura, unica nella sua operazione" (ὁμοία δὲ ἑαυτῇ καὶ ἀδιαίρετός ἐστ...