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Testori e I Promessi Sposi, ovvero la fede come via di salvezza

Il teatro mette in scena se stesso. Mediante il ricorso al "teatro di teatro", Giovanni Testori offre la sua lettura del celebre capolavoro di Manzoni. Una compagnia teatrale mette in scena I Promessi Sposi , e la prova teatrale diviene prova non solo di quel testo, ma della vita. Perché il teatro è parola che si fa realtà, carne e vita, e perciò prova e verifica della parola scritta. La dinamica chiave individuata da Testori è quella del potere. È il gusto per il potere a mettere in moto, nella prepotenza di don Rodrigo, l'intera vicenda. Ma si tratta di un gusto opportunamente colto nella radice spirituale. Si tratta alla fine della ribellione stessa di Satana, che pretende di assoggettare Dio stesso alle proprie condizioni, mettendolo al proprio servizio. In questo senso il signorotto spagnolo del XVII secolo diviene icona dell'uomo "davvero moderno", vero innovatore nel quale si specchia un'epoca che nega Dio per affermare l'uomo. Anche l'Inn...

28 novembre 2010 - I Domenica di avvento

Romani 13,11 E' ormai tempo di svegliarvi dal sonno. ὥρα ἤδη ὑμᾶς ἐξ ὕπνου ἐγερθῆναι. S. Tommaso (Super Epistolam B. Pauli ad Romanos lectura, cap. 13 lectio 3), distingue sei tipi di sonno: 1. la morte (1Ts 4,12) 2. il sonno in senso proprio (Gv 11,12) 3. la quiete dell'eterna gloria ("sonno di grazia", Sal 4,9) 4. la contemplazione (Ct 5,2) 5. il peccato (Ef 5,14; Sal 127,2) 6. la negligenza (spirituale, Pr 6,9; Sir 32,15 [CEI 32,11]; Is 21,5). "Hora est iam nos de somno surgere". Quod quidem intelligendum est non de somno naturae, qui quandoque dicitur mors, secundum illud I Thess. IV, 12: nolumus vos ignorare de dormientibus, quandoque autem est quies animalium virtutum, secundum illud Io. XI, v. 12: si dormit, salvus erit. Nec enim intelligendum est de somno gratiae, qui quandoque dicitur quies aeternae gloriae, secundum illud Ps. IV, 9: in pace in idipsum, etc., quandoque autem est quies contemplationis etiam in hac vita. Cant. V, 2: ego dormio, et cor...

7 novembre 2010 - XXXII domenica del tempo ordinario

2Tessalonicesi 2,16-17 Fratelli, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene. 16 Αὐτὸς δὲ ὁ κύριος ἡμῶν Ἰησοῦς Χριστὸς καὶ [ὁ] θεὸς ὁ πατὴρ ἡμῶν, ὁ ἀγαπήσας ἡμᾶς καὶ δοὺς παράκλησιν αἰωνίαν καὶ ἐλπίδα ἀγαθὴν ἐν χάριτι, 17 παρακαλέσαι ὑμῶν τὰς καρδίας καὶ στηρίξαι ἐν παντὶ ἔργῳ καὶ λόγῳ ἀγαθῷ. Così S. Tommaso, nel suo commento all'epistolario paolino (Super II Thess., cap. 2 lectio 3): Deinde cum dicit "itaque" etc., monet tenere veritatem, et primo ponit monitionem; secundo orationem, ibi "ipse autem Dominus" et cetera. (...) Deinde ponit orationem, ibi "ipse autem Dominus noster Iesus Christus" etc.; quasi dicat: sic moneo, sed nihil valet nisi adsit divinum auxilium. Et ideo ponit primo duplex Dei beneficium. Primum est amor eius ad nos, quo alia nobis impendit; ideo dicit ...

Stabile come il cielo

E' appena uscito presso le Edizioni Dehoniane Bologna "Stabile come il cielo. Commento all'Antico Testamento della liturgia festiva. Anni A B C", 264 pp., che raccoglie i miei commenti alla prima lettura del ciclo festivo. IV di copertina: Nel commento, orale o scritto, alla liturgia festiva, la prima lettura risulta spesso trascurata: va perduto un tesoro. «La fede cristiana nasce dall'interazione di questi due poli: l'esperienza degli Apostoli e la Scrittura ebraica. Questa ha permesso di cogliere la portata della Pasqua di Gesù, e si è a sua volta illuminata di senso nuovo proprio nel confronto, anche duro, con quella. I due poli vanno tenuti insieme, nella consapevolezza che la vicenda di Gesù si spiega nel confronto con l'Antico Testamento e che questo prende il suo senso ultimo solo alla luce di quella» (dall'Introduzione). Il volume commenta i brani dell'Antico Testamento, che costituiscono la prima lettura del ciclo triennale delle domenich...

31 ottobre 2010 - XXXI domenica del tempo ordinario

2Tessalonicesi 2,1-2 Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente (o: imminente). 1 Ἐρωτῶμεν δὲ ὑμᾶς, ἀδελφοί, ὑπὲρ τῆς παρουσίας τοῦ κυρίου ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ καὶ ἡμῶν ἐπισυναγωγῆς ἐπ' αὐτόν, 2 εἰς τὸ μὴ ταχέως σαλευθῆναι ὑμᾶς ἀπὸ τοῦ νοὸς μηδὲ θροεῖσθαι μήτε διὰ πνεύματος μήτε διὰ λόγου μήτε δι' ἐπιστολῆς ὡς δι' ἡμῶν, ὡς ὅτι ἐνέστηκεν ἡ ἡμέρα τοῦ κυρίου. L'operetta di S. Tommaso Contra impugnantes Dei cultum et religionem (Contro coloro che combattono il culto di Dio e la vita religiosa) ci riporta a una pagina poco nota della storia della Chiesa, a uno scontro che - negli anni 1250-60 - oppose dell’Università di Parigi gli insegnanti tradizionalmente provenienti dal clero secolare ai nuovi, provenienti dai nuovi o...

24 ottobre 2010 - XXX domenica del tempo ordinario

2Timoteo 4,7-8 7 Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. 8 Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione. 7 τὸν καλὸν ἀγῶνα ἠγώνισμαι, τὸν δρόμον τετέλεκα, τὴν πίστιν τετήρηκα: 8 λοιπὸν ἀπόκειταί μοι ὁ τῆς δικαιοσύνης στέφανος, ὃν ἀποδώσει μοι ὁ κύριος ἐν ἐκείνῃ τῇ ἡμέρᾳ, ὁ δίκαιος κριτής, οὐ μόνον δὲ ἐμοὶ ἀλλὰ καὶ πᾶσι τοῖς ἠγαπηκόσι τὴν ἐπιφάνειαν αὐτοῦ. Alla sua spiegazione dei 10 comandamenti, S. Tommaso premette una breve trattazione sulla legge evangelica, la carità, che reca con sé quattro beni: 1. produce la vita nell'anima 2. produce l'osservanza dei comandamenti di Dio 3. difende contro le insidie 4. conduce alla beatitudine. A proposito di quest'ultimo punto si cita il nostro testo: Quartum vero est quod ad felicitatem perducit. Solum enim caritatem habentibus aeterna beatit...

17 ottobre 2010 - XXIX domenica del tempo ordinario

2Timoteo 3,16-17 16 Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, 17 perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. 16 πᾶσα γραφὴ θεόπνευστος καὶ ὠφέλιμος πρὸς διδασκαλίαν, πρὸς ἐλεγμόν, πρὸς ἐπανόρθωσιν, πρὸς παιδείαν τὴν ἐν δικαιοσύνῃ, 17 ἵνα ἄρτιος ᾖ ὁ τοῦ θεοῦ ἄνθρωπος, πρὸς πᾶν ἔργον ἀγαθὸν ἐξηρτισμένος. E' veramente fondamentale che ogni cristiano legga la S. Scrittura, e in primo luogo i Vangeli. Le strade sono tre. 1. Si prende come riferimento le letture della liturgia domenicale (tutte oppure una sola) con due momenti settimanali: uno per riprendere la liturgia della domenica precedente e uno per prepararsi a quella della domenica seguente. 2. Si prende come riferimento la liturgia di ogni giorno (feriale o festiva, tutta oppure una sola lettura). 3. Si legge in modo continuo un libro biblico, dall'inizio alla fine, un passo al giorno, anche pochi versetti (non è necess...